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Centro di smielatura: ci siamo

Centro di smielatura: ci siamo
Altro 28 Luglio 2017 ore 11:50

ZUBIENA -  Gli apicoltori biellesi sono a un passo dal loro sogno. Lo sfiorano, dopo anni di tentativi, di progetti sfumati, di speranze mai realizzate. Quello che per i produttori di miele è il passaggio più importante, delicato ed essenziale sarà infatti presto il semplice gradino di una vera e propria filiera locale. Un passaggio possibile per tutti, soprattutto a vantaggio di chi è economicamente più debole o di chi vorrà intraprendere l’attività senza perdersi in investimenti troppo onerosi. L’associazione presieduta da Paolo Detoma, sodalizio che unisce le forze di circa 240 soci, è infatti al lavoro per realizzare il centro di smielatura biellese: un laboratorio al quale tutti i soci - anche se solo una parte degli iscritti potrebbe essere potenzialmente interessata - potranno accedere per realizzare il momento clou del processo produttivo. L’estrazione del miele dai favi. Un passaggio che,  per le realtà maggiori, avviene di norma grazie all’utilizzo di macchinari estremamente onerosi, ma che  per i produttori minori è invece spesso un problema logistico non semplice da affrontare.
«Da qualche anno in Piemonte, a seguito di una sperimentazione effettuata proprio nel Biellese, è attiva una delibera regionale che consente di istituire laboratori di smielatura temporanei, ad esclusivo uso di quel momento produttivo - spiega il presidente Detoma -. In questo  modo con il tempo sono stati messi in regola tanti piccoli produttori, ai quali però la vita  ultimamente rischiava di  diventare più dura a causa della messa in discussione, da parte di alcune province, della validità della delibera. Nel Torinese, ad esempio, autorizzazioni per laboratori temporanei non sono più state concesse». Da qui la decisione del sodalizio biellese di continuare ad insistere per esaudire un sogno cullato da anni: la realizzazione di un laboratorio di smielatura a beneficio di tutti, a perfetta norma. «Un progetto che ora siamo fiduciosi di poter realizzare grazie a due novità importanti - continua Detoma -: l’apertura di un bando del Gal che potrebbe consentirci di reperire i 100mila euro necessari e la disponibilità da parte del Comune di Zubiena ad offrirci i locali in cui il progetto potrebbe prendere vita». Ad essere messi a disposizione sono stati infatti gli spazi coperti dell’ex bocciodromo del paese: un “quartier generale” che, quando l’iniziativa prenderà forma nel suo complesso, potrebbe fungere da punto di riferimento per una vera filiera. «Per prendere parte al bando era infatti necessario ragionare proprio in termini di ciclo di lavorazione - prosegue il presidente -. E così abbiamo disegnato un progetto che coinvolgerà tutti i possibili attori in campo: dagli apicoltori ai produttori di alimenti a base di miele, agli addetti alla commercializzazione e alla logistica». Un quadro che, realizzato, potrebbe rivelarsi prezioso anche in termini di marketing, dando nuovo impulso al marchio “Miele biellese” e valorizzando ulteriormente la qualità del prodotto locale agli occhi dei consumatori.
Veronica Balocco

ZUBIENA -  Gli apicoltori biellesi sono a un passo dal loro sogno. Lo sfiorano, dopo anni di tentativi, di progetti sfumati, di speranze mai realizzate. Quello che per i produttori di miele è il passaggio più importante, delicato ed essenziale sarà infatti presto il semplice gradino di una vera e propria filiera locale. Un passaggio possibile per tutti, soprattutto a vantaggio di chi è economicamente più debole o di chi vorrà intraprendere l’attività senza perdersi in investimenti troppo onerosi. L’associazione presieduta da Paolo Detoma, sodalizio che unisce le forze di circa 240 soci, è infatti al lavoro per realizzare il centro di smielatura biellese: un laboratorio al quale tutti i soci - anche se solo una parte degli iscritti potrebbe essere potenzialmente interessata - potranno accedere per realizzare il momento clou del processo produttivo. L’estrazione del miele dai favi. Un passaggio che,  per le realtà maggiori, avviene di norma grazie all’utilizzo di macchinari estremamente onerosi, ma che  per i produttori minori è invece spesso un problema logistico non semplice da affrontare.
«Da qualche anno in Piemonte, a seguito di una sperimentazione effettuata proprio nel Biellese, è attiva una delibera regionale che consente di istituire laboratori di smielatura temporanei, ad esclusivo uso di quel momento produttivo - spiega il presidente Detoma -. In questo  modo con il tempo sono stati messi in regola tanti piccoli produttori, ai quali però la vita  ultimamente rischiava di  diventare più dura a causa della messa in discussione, da parte di alcune province, della validità della delibera. Nel Torinese, ad esempio, autorizzazioni per laboratori temporanei non sono più state concesse». Da qui la decisione del sodalizio biellese di continuare ad insistere per esaudire un sogno cullato da anni: la realizzazione di un laboratorio di smielatura a beneficio di tutti, a perfetta norma. «Un progetto che ora siamo fiduciosi di poter realizzare grazie a due novità importanti - continua Detoma -: l’apertura di un bando del Gal che potrebbe consentirci di reperire i 100mila euro necessari e la disponibilità da parte del Comune di Zubiena ad offrirci i locali in cui il progetto potrebbe prendere vita». Ad essere messi a disposizione sono stati infatti gli spazi coperti dell’ex bocciodromo del paese: un “quartier generale” che, quando l’iniziativa prenderà forma nel suo complesso, potrebbe fungere da punto di riferimento per una vera filiera. «Per prendere parte al bando era infatti necessario ragionare proprio in termini di ciclo di lavorazione - prosegue il presidente -. E così abbiamo disegnato un progetto che coinvolgerà tutti i possibili attori in campo: dagli apicoltori ai produttori di alimenti a base di miele, agli addetti alla commercializzazione e alla logistica». Un quadro che, realizzato, potrebbe rivelarsi prezioso anche in termini di marketing, dando nuovo impulso al marchio “Miele biellese” e valorizzando ulteriormente la qualità del prodotto locale agli occhi dei consumatori.
Veronica Balocco