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«Cavaglià, ampliamento discarica necessario»

«Cavaglià, ampliamento discarica necessario»
Altro Grande Biella, 11 Giugno 2016 ore 09:29

CAVAGLIA’ - «L’ampliamento della discarica di Cavaglià poteva essere evitato se si fosse pianificato un progetto di riduzione, riuso e riciclo spinto dei rifiuti prodotti dai cittadini biellesi in tutti questi anni». A margine dell’assemblea di Cosrab di lunedì scorso, il vicepresidente Alessandro Pizzi spiega i risvolti della vicenda: «Infatti, il progetto di ampliamento della discarica di Cavaglià presentato da Asrab, e approvato dalla maggioranza dei sindaci è il risultato di oltre 10 anni di mancata corretta programmazione in ambito di ciclo integrato dei rifiuti. Pianificare opzioni diverse a otto mesi dall’esaurimento dell’attuale discarica era di fatto impossibile se non aumentando in maniera rilevante i costi della tassa rifiuti per tutti i cittadini biellesi e andando ad inquinare altre aree del territorio regionale».  Poi aggiunge: «Il sito della Valledora, indicato da tempo idoneo, secondo i tecnici della Provincia di Biella e Arpa, per accogliere una discarica, resta comunque un sito da tutelare e tenere sotto stretta osservazione non per gli effetti del  nuovo progetto ma da tutto quello che è stato fatto nel passato ben più pesante sotto l’aspetto ambientale. E’ vero, si tratta di un ampliamento di poco più dell’8% di tutta l’area interessata alle discariche pubbliche e private che già gravano sul territorio e con poca profondità rispetto alla vecchia discarica, ma occorre comunque monitorare costantemente l’evolvere della situazione. E questo verrà fatto a tutela delle aree circostanti la discarica. Fino ad ora tutti i campioni analizzati dai tecnici dell’Arpa di Biella sulle falde acquifere superficiali e profonde non hanno mai rivelato parametri di inquinamento apprezzabili  e sono ben lontani dalle soglie di allarme previste dalla legge. Semmai l’inquinamento prodotto in passato è derivato dalla discarica di rifiuti speciali a monte di quella che verrà ampliata. Ecco perché chiediamo come Cosrab da subito di contribuire con dati tecnici ad un osservatorio costituito dagli Enti locali, associazioni ambientaliste e cittadini per valutare la bontà del progetto approvato e porre le giuste contromisure in caso di eventuale superamento delle soglie di attenzione».

CAVAGLIA’ - «L’ampliamento della discarica di Cavaglià poteva essere evitato se si fosse pianificato un progetto di riduzione, riuso e riciclo spinto dei rifiuti prodotti dai cittadini biellesi in tutti questi anni». A margine dell’assemblea di Cosrab di lunedì scorso, il vicepresidente Alessandro Pizzi spiega i risvolti della vicenda: «Infatti, il progetto di ampliamento della discarica di Cavaglià presentato da Asrab, e approvato dalla maggioranza dei sindaci è il risultato di oltre 10 anni di mancata corretta programmazione in ambito di ciclo integrato dei rifiuti. Pianificare opzioni diverse a otto mesi dall’esaurimento dell’attuale discarica era di fatto impossibile se non aumentando in maniera rilevante i costi della tassa rifiuti per tutti i cittadini biellesi e andando ad inquinare altre aree del territorio regionale».  Poi aggiunge: «Il sito della Valledora, indicato da tempo idoneo, secondo i tecnici della Provincia di Biella e Arpa, per accogliere una discarica, resta comunque un sito da tutelare e tenere sotto stretta osservazione non per gli effetti del  nuovo progetto ma da tutto quello che è stato fatto nel passato ben più pesante sotto l’aspetto ambientale. E’ vero, si tratta di un ampliamento di poco più dell’8% di tutta l’area interessata alle discariche pubbliche e private che già gravano sul territorio e con poca profondità rispetto alla vecchia discarica, ma occorre comunque monitorare costantemente l’evolvere della situazione. E questo verrà fatto a tutela delle aree circostanti la discarica. Fino ad ora tutti i campioni analizzati dai tecnici dell’Arpa di Biella sulle falde acquifere superficiali e profonde non hanno mai rivelato parametri di inquinamento apprezzabili  e sono ben lontani dalle soglie di allarme previste dalla legge. Semmai l’inquinamento prodotto in passato è derivato dalla discarica di rifiuti speciali a monte di quella che verrà ampliata. Ecco perché chiediamo come Cosrab da subito di contribuire con dati tecnici ad un osservatorio costituito dagli Enti locali, associazioni ambientaliste e cittadini per valutare la bontà del progetto approvato e porre le giuste contromisure in caso di eventuale superamento delle soglie di attenzione».

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