Casse vuote:SOS Croce Rossa

Casse vuote:<BR>SOS Croce Rossa
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«Nonostante le promesse e la lettera del 11 luglio con cui l’Azienda sanitaria di Novara dichiarava di aver disposto mandati per circa euro 200 mila euro a favore dei Comitati di Biella, Cavaglià e Cossato, ancora nessun bonifico. La situazione è sempre più critica e non ci resta che ricorrere alla richiesta di un prestito alla banca».

A parlare è il commissario del Comitato provinciale della Croce Rossa Italiana, Piero Massara, che fotografa le difficoltà finanziarie: «E’ scandaloso che l’ente pubblico Croce Rossa Italiana debba pagare interessi perché l’ente pubblico Asl di Novara non paga le fatture relative a servizi già resi. Che fine fanno i soldi di tanti cittadini che pagano sempre più tasse? Mi piacerebbe sensibilizzare i cittadini affinché i decidessero a far sentire la propria voce».

E ancora: «Perché il sistema 118 biellese, virtuoso e funzionale, con centrale operativa certificata, è stato annientato per fare spazio ad una centrale a Novara che deve gestire 4 province, senza avere le risorse»? Il Pd. «Difficoltà finanziarie e problemi di liquidità non possono giustificare un tale atteggiamento che è soltanto sinonimo di incuria, inefficienza ed incapacità - sostiene Wilmer Ronzani, consigliere regionale del Partito Deomcratico -. Non è accettabile che la Croce Rossa biellese debba ricorrere ad anticipazioni bancarie per colpa di Novara e del dottor Iodice, ma questa vicenda la dice lunga anche sulla proposta di riorganizzare il 118 attorno a Novara».

Numeri. La Croce Rossa italiana nel Biellese svolge circa 22.000 servizi all’anno, di cui circa la metà servizi urgenti in convenzione con il “118”. I volontari in campo sono oltre 700 e 20 i dipendenti, tutti precari. Solo per coprire il servizio urgente (24 ore su 24) vengono impiegati quotidianamente circa 70 volontari e qualche dipendente.

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