Casa di riposo in vendita

Casa di riposo in vendita
Altro 21 Aprile 2012 ore 21:01

Rsa in vendita a Candelo (foto): ecco le ultime parole sulla casa di riposo “la Baraggia” di Candelo: dopo  il lungo dibattito  “vendere o non vendere”, con polemiche, raccolte di firme e dibattiti pubblici, infatti, il consiglio comunale dei giorni scorsi ha approvato a maggioranza  la cessione delle quote  secondo un bando   che è in corso di definizione.

“Primo cittadino”. Per il sindaco Giovanni Chilà è l’unico sistema per «salvare capra e cavoli»: garantire  delle entrate e non delle uscite a Candelo per la gestione della struttura e  per mantenere, anche se a cura di altri, il servizio sul territorio con il progetto “SalvaBaraggia”. La mozione presentata dalla lista di maggioranza “Candelonuova” è stata approvata  dagli undici consiglieri della maggioranza,  astenuti  i  consiglieri della lista “Per Candelo” di Ivano Scomparin e  Sergio Tosin, contrari i tre consiglieri di Candelo democratica. Nel documento  si comunica la decisione presa dopo una serie di premesse  e in particolare il fatto che ai termini di legge entro il 31 dicembre di quest’anno (anche se  forse si parla di una proroga al 2013) il Comune deve vendere le quote delle società partecipate come quella che ha appunto in gestione  la residenza per anziani, considerando che la gestione della struttura è un grosso onere per Candelo e che gli ospiti candelesi  sono  al massimo un 30%-40%. Il consiglio comunale impegna quindi il sindaco e la giunta a portare avanti senza indugi il progetto “SalvaBaraggia” finalizzato alla  dismissione delle quote societarie, comprensive della proprietà dell’immobile, al fine di mantenere il  servizio a Candelo, favorendo il potenziamento e la valorizzazione  della struttura mantenendo alto il livello qualitativo  con la conseguente salvaguardia e l’ampliamento dei posti di lavoro. «Al più presto - spiega Chilà - pubblicheremo un bando a cui daremo ampio risalto  per la vendita della Rsa al miglior offerente ma  anche a chi garantirà  maggiormente  il mantenimento  del servizio, del suo attuale livello qualitativo e del numero dei dipendenti attuali prevedendo se mai anche uno sviluppo dello stesso». «Alla luce di questi fatti - aggiunge il sindaco anche molti dei firmatari della petizione di “Candelo Democratica” contro la vendita dell’rsa  hanno  espresso un parere diverso». Il Comune si assume però tutti gli oneri della gestione  dell’immobile, per il sindaco è opportuno dismettere  le quote con due obiettivi: mantenere lo standard qualitativo (per cui ringrazia  l’amministrazione e i dipendenti) della casa di riposo e usare i soldi per pagare i mutui e gli interessi contratti per degli investimenti e avere così 250 mila euro all’anno in più per coprire i servizi usati solo dai candelesi.

Minoranze. «Possiamo - afferma Ivano Scomparin per il gruppo “Per Candelo”- accettare la proposta del sindaco, ma  solo se questo garantirà ai candelesi  di non pagare tasse più alte e il mantenimento di certi servizi». Del tutto contrari invece i membri di Candelo democratica. Renzo Belossi, dice: «Chiediamo  di dibattere pubblicamente il problema, abbiamo già fatto una raccolta di firme contro la vendita della Rsa: per noi i soldi servirebbero solo per pagare debiti, ma si perderebbe un bene importante  come l’immobile… meglio trasformare la società partecipata in una fondazione con il Comune e privati benefattori o associazioni».  La strada non è praticabile per Chilà: «Per ora il bilancio del Rsa è sano, ma  che finanziatori troviamo? In fondo se si fosse venduto nel 2010, quando  avevo fatto la proposta, avremmo avuto già almeno   mezzo milione di euro in più a disposizione…».