Budelli, l’avventura della IIIB è finita

Budelli, l’avventura della IIIB è finita
28 Maggio 2017 ore 13:03

MOSSO – L’avventura è finita. Ma il cuore batte ancora. E sempre più forte. Il grande progetto promosso dai ragazzi della IIIB della scuola media del paese per dare nuova vita all’isola sarda di Budelli, dapprima tentando di scongiurarne un destino in mani straniere, quindi – una volta sventato il pericolo – immaginando una nuova storia da scrivere nell’incantevole angolo di mare, è giunto al termine. Ma non proiettando la parola “fine” sugli schermi. Bensì inaugurando una nuova fase: quella della realizzazione delle idee, della messa in pratica di quanto pensato. Nella speranza, ormai concreta, che Budelli possa godere di un reale processo di valorizzazione e promozione.Nei giorni scorsi i ragazzi, accompagnati dai loro docenti, hanno raggiunto ancora una volta l’isola, trascorrendovi di fatto l’ultimo soggiorno nell’ambito del progetto “Non s-budelliamo l’Italia”, balzato nei mesi scorsi anche all’onore delle cronache nazionali per la sua originalità. Un viaggio toccante, che non solo ha permesso ai ragazzi di mettere un suggello ad un impegno durato 15 mesi, cui tanti, grazie alla formula del crowdfunding, hanno scelto di dare la loro adesione, ma che si è anche chiuso con un momento di grande commozione: la consegna del pannello (offerto da Ezio Grosso, presidente del Cai di Mosso) con i nomi di tutti i sostenitori della raccolta fondi al comandante della Guardia Costiera, comandante Leonardo Deri, attuale commissario del Parco nazionale. «Un attimo toccante – racconta il docente Giuseppe Paschetto, anima di tutta l’iniziativa -, che abbiamo vissuto  a fianco del nostro alunno Giovanni Tallia, il quale ha tenuto per l’occasione un breve discorso dinanzi alla Spiaggia rosa». In realtà la conclusione del progetto non ha ancora ufficialmente avuto luogo. E c’è ancora qualche giorno per decidere di far parte della squadra, dando così un contributo concreto alla realizzazione delle iniziative concrete che i ragazzi hanno scelto di mettere in campo. «Il 31 maggio – fa ancora notare Paschetto – chiuderemo la raccolta fondi e faremo il punto con il Wwf.  I soldi raccolti, che nella piattaforma crowdfunding ammontano a circa 14mila euro ma cui vanno aggiunte altre somme giunte tramite  bonifici e conti postali, finanzieranno la realizzazione di una rete di videosorveglianza della Spiaggia rosa e per l’osservazione in remoto dell’isola anche di notte, con webcam a infrarossi». Ma il traguardo non sarà una separazione dai ragazzi mossesi. «Nei prossimi mesi  – aggiunge il docente – seguiremo ancora  quanto farà il Parco, che si è anche impegnato a realizzare una serie di altre azioni di salvaguardia e valorizzazione, dai sentieri naturalistici ai campi boe. E poi lasceremo al Parco anche il progetto esecutivo di una passerella a protezione della duna della Spiaggia rosa, offerto dall’architetto valmossese Enrico Besutti».Insomma: la storia, ora che è partita, è destinata a proseguire. Anche se in forma diversa. «Abbiamo realizzato un plastico di Budelli che esporremmo il 17 giugno alla festa di Su Nuraghe e poi al museo dell’immigrazione di Pettinengo – racconta ancora Giuseppe Paschetto -. E poi… chissà che non si riesca ad organizzare come Cai di Mosso e Gas, il Gruppo alpinistico scolastico, una salita al Monte Budello che ancora non siamo riusciti a raggiungere!».  Chissà. Per ora, intanto, i ragazzi continuano a godersi quanto realizzato e a vivere dei ricordi messi nel cassetto tra le bellezze della Sardegna. Da quella mattinata divisi in squadre, a pulire le calette di Caprera da ogni genere di rifiuto in compagnia degli uomini del Parco, della Marina Militare e della Protezione civile. Sino al tuffo nelle acque cristalline della cala Carlotto, ancora deserta in attesa dell’arrivo delle folle estive. E alle decine di chilometri macinati a piedi percorrendo in lungo e in largo La Maddalena e Caprera. Tutti tasselli di un sogno che, per una volta, la scuola non ha insegnato loro solo a cullare. Ma anche ad esaudire.Veronica Balocco

MOSSO – L’avventura è finita. Ma il cuore batte ancora. E sempre più forte. Il grande progetto promosso dai ragazzi della IIIB della scuola media del paese per dare nuova vita all’isola sarda di Budelli, dapprima tentando di scongiurarne un destino in mani straniere, quindi – una volta sventato il pericolo – immaginando una nuova storia da scrivere nell’incantevole angolo di mare, è giunto al termine. Ma non proiettando la parola “fine” sugli schermi. Bensì inaugurando una nuova fase: quella della realizzazione delle idee, della messa in pratica di quanto pensato. Nella speranza, ormai concreta, che Budelli possa godere di un reale processo di valorizzazione e promozione.Nei giorni scorsi i ragazzi, accompagnati dai loro docenti, hanno raggiunto ancora una volta l’isola, trascorrendovi di fatto l’ultimo soggiorno nell’ambito del progetto “Non s-budelliamo l’Italia”, balzato nei mesi scorsi anche all’onore delle cronache nazionali per la sua originalità. Un viaggio toccante, che non solo ha permesso ai ragazzi di mettere un suggello ad un impegno durato 15 mesi, cui tanti, grazie alla formula del crowdfunding, hanno scelto di dare la loro adesione, ma che si è anche chiuso con un momento di grande commozione: la consegna del pannello (offerto da Ezio Grosso, presidente del Cai di Mosso) con i nomi di tutti i sostenitori della raccolta fondi al comandante della Guardia Costiera, comandante Leonardo Deri, attuale commissario del Parco nazionale. «Un attimo toccante – racconta il docente Giuseppe Paschetto, anima di tutta l’iniziativa -, che abbiamo vissuto  a fianco del nostro alunno Giovanni Tallia, il quale ha tenuto per l’occasione un breve discorso dinanzi alla Spiaggia rosa». In realtà la conclusione del progetto non ha ancora ufficialmente avuto luogo. E c’è ancora qualche giorno per decidere di far parte della squadra, dando così un contributo concreto alla realizzazione delle iniziative concrete che i ragazzi hanno scelto di mettere in campo. «Il 31 maggio – fa ancora notare Paschetto – chiuderemo la raccolta fondi e faremo il punto con il Wwf.  I soldi raccolti, che nella piattaforma crowdfunding ammontano a circa 14mila euro ma cui vanno aggiunte altre somme giunte tramite  bonifici e conti postali, finanzieranno la realizzazione di una rete di videosorveglianza della Spiaggia rosa e per l’osservazione in remoto dell’isola anche di notte, con webcam a infrarossi». Ma il traguardo non sarà una separazione dai ragazzi mossesi. «Nei prossimi mesi  – aggiunge il docente – seguiremo ancora  quanto farà il Parco, che si è anche impegnato a realizzare una serie di altre azioni di salvaguardia e valorizzazione, dai sentieri naturalistici ai campi boe. E poi lasceremo al Parco anche il progetto esecutivo di una passerella a protezione della duna della Spiaggia rosa, offerto dall’architetto valmossese Enrico Besutti».Insomma: la storia, ora che è partita, è destinata a proseguire. Anche se in forma diversa. «Abbiamo realizzato un plastico di Budelli che esporremmo il 17 giugno alla festa di Su Nuraghe e poi al museo dell’immigrazione di Pettinengo – racconta ancora Giuseppe Paschetto -. E poi… chissà che non si riesca ad organizzare come Cai di Mosso e Gas, il Gruppo alpinistico scolastico, una salita al Monte Budello che ancora non siamo riusciti a raggiungere!».  Chissà. Per ora, intanto, i ragazzi continuano a godersi quanto realizzato e a vivere dei ricordi messi nel cassetto tra le bellezze della Sardegna. Da quella mattinata divisi in squadre, a pulire le calette di Caprera da ogni genere di rifiuto in compagnia degli uomini del Parco, della Marina Militare e della Protezione civile. Sino al tuffo nelle acque cristalline della cala Carlotto, ancora deserta in attesa dell’arrivo delle folle estive. E alle decine di chilometri macinati a piedi percorrendo in lungo e in largo La Maddalena e Caprera. Tutti tasselli di un sogno che, per una volta, la scuola non ha insegnato loro solo a cullare. Ma anche ad esaudire.Veronica Balocco

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