Borio, una storia di generosità

Altro 24 Novembre 2011 ore 13:38

(24 nov) Circa dieci mesi fa, due fratelli, Ermanno e Clara Borio, che vivevano alla frazione Ronco, avevano lasciato tutti i loro averi in beneficenza. Fratello e sorella erano morti soltanto a due mesi di distanza: lui era mancato il 1° settembre del 2010 e la sorella appena tre mesi dopo, all’età di 85 anni, in ospedale. A fine gennaio di quest’anno, si era appreso che lei aveva nominato erede universale la Piccola Casa della Divina Provvidenza “Cottolengo’’ di Biella, al quale aveva destinato immobili a Cossato, Quaregna ed Ivrea. Circa dieci mesi fa, due fratelli, Ermanno e Clara Borio, che vivevano alla frazione Ronco, avevano lasciato tutti i loro averi in beneficenza. Fratello e sorella erano morti soltanto a due mesi di distanza: lui era mancato il 1° settembre del 2010 e la sorella appena tre mesi dopo, all’età di 85 anni, in ospedale. A fine gennaio di quest’anno, si era appreso che lei aveva nominato erede universale la Piccola Casa della Divina Provvidenza “Cottolengo’’ di Biella, al quale aveva destinato immobili a Cossato, Quaregna ed Ivrea.

Altre disposizioni. Erano stati disposti per la casa di riposo Belletti Bona di Biella (500 mila euro), 300 mila al Collegio Universitario Einaudi di Torino (dove Ermanno, nel 1953, si era laureato in ingegneria), 100 mila caduno all’Associazione Italiana per la ricerca sul cancro, alla sezione Airc di Candiolo, alla Lilt, più 20 mila al santuario di Oropa e 10 mila alla parrocchia di Ronco.

Testamento. I fratelli Borio avevano anche disposto, nel testamento, stilato il 20 novembre dello scorso anno ed affidato al notaio Pierlevino Rajani di Cossato, la nomina di un esecutore, nella persona di Mario Furia.

24 novembre 2011