Bielmonte, il ‘disastro’ del dopo-neve

14 Maggio 2009 ore 13:38
Bielmonte, il ‘disastro’ del dopo-neve
Le ferite dell’Oasi: ingenti i danni. Sopralluogo tecnico
 
 
(7 mag) Guardrail spaccati, cartelli stradali piegati, acque da regimentare e muretti da aggiustare. E poi ancora: molte piante danneggiate o spezzate, alcune senza alcun valore, altre invece di pregio. Lo spettacolo di Bielmonte, oggi, è simile a quello di un colosso naturale ferito, un po’ come un quadro stupendo macchiato dalla vernice lanciata da un pazzo.  

Bielmonte, il ‘disastro’ del dopo-neve
Le ferite dell’Oasi: ingenti i danni. Sopralluogo tecnico


 

Dopo la neve, il disastro. O quasi. Se non nevica per l’economia invernale della Valsessera, sono dolori. Se invece le precipitazioni nevose sono abbondanti, o troppo abbondanti, come nei mesi scorsi, ai guai invernali vanno sommati quelli primaverili. Con l’incubo che si realizzino quelli estivi. Perché una zona da cartolina quale l’Oasi Zegna, martoriata da tante magagne, come potrebbe affrontare i mesi caldi, tra accoglienza e servizi turistici?
Tanti i problemi: guardraill spaccati, cartelli stradali piegati, acque da regimentare e muretti da aggiustare. E poi ancora: molte piante danneggiate o spezzate, alcune senza alcun valore, altre invece di pregio.
Lo spettacolo di Bielmonte, oggi, è simile a quello di un colosso naturale ferito, un po’ come un quadro stupendo macchiato dalla vernice lanciata da un pazzo.

Già da tempo operai per conto della Zegna sono al lavoro, rendendo ogni giorno  migliore la situazione generale. Ma ai guasti provocati dalle slavine peggiori degli scorsi mesi, sono ancora tutti lì da vedere. Con tristezza.
Proprio per oggi è programmato un sopralluogo dell’assessore provinciale ai lavori pubblici Claudio Marampon e Massimo Curtarello, amministratore delle proprietà del Gruppo Zegna. L’incontro servirà a quantificare i danni, monetizzando la cifra necessaria per ripristinare il tutto. O quasi. Non sarà semplice e, soprattutto, non sarà economico: questo e poco, ma sicuro. Curtarello, infatti, ha le idee chiara su cosa si dovrà fare nelle prossime settimane, nella consapevolezza che non potranno bastare degli spiccioli: «I primi interventi saranno dedicati alle piante che creano problemi alla viabilità. Dopodiché interverremo  nelle zone più interne, come in parte è sempre stato fatto, perché il patrimonio boschivo va tutelato. Cifre? Impossibile essere precisi. Sono inoltre in corso lavori per realizzare dei passaggi pedonali, anche riservati ai portatori di handicap».

                

 Ha invece un’idea precisa di cosa costerà sistemare le due strade provinciali che portano a Bielmonte, la numero  “115” e la “232”, l’assessore Marampon, che però precisa: «Nella tarda Primavera sarà aperto un cantiere per aggiustare la strada che attraversa la Valle Cervo. Uno stanziamento di 600 mila euro previsto, programmato e progettato da diverso tempo, che quindi non c’entra con i danni successivi all’ultimo inverno». Danni che in linea di massima sono quantificabili in circa 100 mila euro, tenendo conto che diversi problemi potrebbero ancora saltare fuori. Dopodiché c’è tutto il discorso dei possibili abbellimenti, cioè di lavori che potrebbero essere fatti utilizzando materiale di maggior pregio e migliore impatto visivo rispetto al presente. Esempio? Alcune protezioni stradali che, sul modello di quelle utilizzate nella conca di Oropa, potrebbero essere in legno anziché in metallo. Vuoi mettere? Anche l’occhio del turista, infatti, vuole la sua parte.

Lungo il tragitto della Panoramica Zegna, sono diversi i punti dove i danni invernali sono stati pesanti. Presso le cascine di Orio Secco, in valle Cervo, per esempio. Qui la neve ha piegato e rovinato le protezioni di un ponte, così come vicino al piazzale principale di Bielmonte, in cui le slavine hanno distrutto metri e metri di protezioni stradali. Ma i problemi per la Provincia di Biella non finiscono tra le valli Cervo e Mosso, perché per sistemare le strade nella zona di Magnano occorreranno non meno di 400 mila euro. Soldi da sborsare, cioè da investire, pure a Oropa: con il muraglione adiacente al posteggio vicino alla basilica antica che richiede lavori per non meno di 200 mila euro. Buche e danni, poi, ne stanno venendo fuori di continuo. L’altro giorno a Pettinengo, ieri ad Andorno. Sconsolato, Marampon: «Temo che l’elenco dei danni dovuti all’effetto del gelo sulle nostre strade si possa allungare. Spero di aver visto il peggio…».

 

Paolo La Bua
labua@primabiella.it

7 maggio 2009

 

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