Biella, piccola capitale della birra

Biella, piccola capitale della birra
Altro 29 Agosto 2016 ore 12:44

BIELLA - Dal Piemonte, alla Valle d’Aosta, all’Emilia Romagna: più di dieci i birrifici presenti venerdì e sabato scorsi a ‘Bolle di Malto’, l’evento che ha animato il Piazzo. Il denominatore comune che unisce i diversi produttori è sicuramente la passione: in moltissimi hanno iniziato la produzione proprio sotto casa, per poi concretizzare il loro sogno e dare il via a un’attività, come nel caso dei birrificio Un Terzo (che questa settimana sposterà e amplierà la sua sede da Candelo a Pralungo), Croce di Malto di Novara, La Vecchia Ivrea e Jeb, oppure continuare un’impresa già avviata per evitarne il declino. Questo il percorso del birrificio Birra Valle Cellio di Vercelli, i cui attuali titolari hanno rilevato l’attività dopo la morte del fondatore torinese Carlo Cametti.

Il riconoscimento del valore locale e delle tradizioni italiane è uno degli obiettivi maggiori dei birrifici presenti alla manifestazione. Birrifici vercellesi e novaresi come Croce di Malto, La Vecchia Ivrea, Rabel e Birra Valle Cellio propongono svariate birre i cui ingredienti principali sono riso, castagne e timo, tipici delle zone, mentre il birrificio agricolo cuneese Baladin, nato 20 anni fa e all’epoca localmente controcorrente (il fondatore Teo Musso è stato uno dei pioneri della birra artigianale italiana, passo importante per un appassionato di birra delle Langhe, le terre del vino), ha ideato una birra bionda quasi 100% italiana che gli ha conferito il premio come miglior birrificio artigianale agricolo. Locali anche le richiestissime specialità di Jeb: la birra Maya, ad esempio, è aromatizzata con miele di rododendro delle valli biellesi. Partono avvantaggiati il microbirrificio Birra Elvo che, a due passi dalla sorgente di Graglia, ha l’opportunità di rendere i suoi 400 ettolitri annui «i più leggeri d’Italia», e il Birrificio Aosta, i cui 450 ettolitri anni sono prodotti con acqua proveniente dai ghiacciai limitrofi.
C.S.

Leggi di più sull'Eco di Biella di lunedì 29 agosto 2016

BIELLA - Dal Piemonte, alla Valle d’Aosta, all’Emilia Romagna: più di dieci i birrifici presenti venerdì e sabato scorsi a ‘Bolle di Malto’, l’evento che ha animato il Piazzo. Il denominatore comune che unisce i diversi produttori è sicuramente la passione: in moltissimi hanno iniziato la produzione proprio sotto casa, per poi concretizzare il loro sogno e dare il via a un’attività, come nel caso dei birrificio Un Terzo (che questa settimana sposterà e amplierà la sua sede da Candelo a Pralungo), Croce di Malto di Novara, La Vecchia Ivrea e Jeb, oppure continuare un’impresa già avviata per evitarne il declino. Questo il percorso del birrificio Birra Valle Cellio di Vercelli, i cui attuali titolari hanno rilevato l’attività dopo la morte del fondatore torinese Carlo Cametti.

Il riconoscimento del valore locale e delle tradizioni italiane è uno degli obiettivi maggiori dei birrifici presenti alla manifestazione. Birrifici vercellesi e novaresi come Croce di Malto, La Vecchia Ivrea, Rabel e Birra Valle Cellio propongono svariate birre i cui ingredienti principali sono riso, castagne e timo, tipici delle zone, mentre il birrificio agricolo cuneese Baladin, nato 20 anni fa e all’epoca localmente controcorrente (il fondatore Teo Musso è stato uno dei pioneri della birra artigianale italiana, passo importante per un appassionato di birra delle Langhe, le terre del vino), ha ideato una birra bionda quasi 100% italiana che gli ha conferito il premio come miglior birrificio artigianale agricolo. Locali anche le richiestissime specialità di Jeb: la birra Maya, ad esempio, è aromatizzata con miele di rododendro delle valli biellesi. Partono avvantaggiati il microbirrificio Birra Elvo che, a due passi dalla sorgente di Graglia, ha l’opportunità di rendere i suoi 400 ettolitri annui «i più leggeri d’Italia», e il Birrificio Aosta, i cui 450 ettolitri anni sono prodotti con acqua proveniente dai ghiacciai limitrofi.
C.S.

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