Biella al lavoro, ultimi giorni

Biella al lavoro, ultimi giorni
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BIELLA - Ultimi giorni di apertura per “Biella all’opera. Quando il lavoro era un mestiere”, la mostra di fotografia storica realizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella grazie alle immagini dei suoi archivi fotografici, in primis Cesare Valerio e Lino Cremon, e visitabile ad ingresso libero presso lo Spazio Cultura di via Garibaldi 14 fino a domenica 6 settembre (lunedì-venerdì 9-13 e 14.30-17.30; sabato e domenica 16-19).Il tema è il mondo del lavoro in un periodo compreso tra gli anni ’30 e gli anni ’60, quando avere un lavoro voleva dire soprattutto imparare un mestiere, apprenderne i segreti, “rubandoli” dai più anziani, e costruirsi lentamente una propria professionalità. Il Biellese che emerge dalle fotografie era una terra florida, operosa, ricca di uomini e donne orgogliosi del proprio lavoro, mezzo di sostentamento necessario e valore civile. Persone che, pur in una realtà sociale complessa e difficoltosa, attraverso il lavoro acquisivano la propria dignità. Inaugurata lo scorso 3 luglio, la mostra - in due atti con oltre 80 immagini esposte - ha registrato un grande successo, superando i 700 visitatori, molti dei quali hanno espresso le proprie emozioni nel libro firme: nostalgia, orgoglio nel rivivere un passato vissuto in prima persona, un pizzico di amarezza per chi sottolinea la situazione lavorativa attuale. «Il lavoro non era solo fonte di reddito, ma motivo di orgoglio, passione e soddisfazione per come veniva svolto», scrive per esempio un visitatore. E ancora: «Mostra interessantissima e motivo di profonde riflessioni». “Biella all’opera” non vuole essere in effetti solo una vetrina sul passato che permetta di tramandare il ricordo dei lavoratori che contribuirono a rendere tanto vitale la nostra società, ma - soprattutto - un invito a utilizzare la memoria come fonte di innovazione per progettare insieme nuovi futuri possibili. Nel corso delle visite è possibile dialogare con i ricercatori e le guide di Spazio Cultura per richiedere maggiori informazioni sulle immagini o consultare i vasti archivi fotografici della Fondazione. La programmazione di Spazio Cultura proseguirà poi, dal 12 settembre, con la doppia mostra “Tributo ad Adriano Fenoglio. Oltre i colori, fra cielo e terra” che avrà sede anche a Pollone oltre che a Biella.

R.E.B.

BIELLA - Ultimi giorni di apertura per “Biella all’opera. Quando il lavoro era un mestiere”, la mostra di fotografia storica realizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella grazie alle immagini dei suoi archivi fotografici, in primis Cesare Valerio e Lino Cremon, e visitabile ad ingresso libero presso lo Spazio Cultura di via Garibaldi 14 fino a domenica 6 settembre (lunedì-venerdì 9-13 e 14.30-17.30; sabato e domenica 16-19).Il tema è il mondo del lavoro in un periodo compreso tra gli anni ’30 e gli anni ’60, quando avere un lavoro voleva dire soprattutto imparare un mestiere, apprenderne i segreti, “rubandoli” dai più anziani, e costruirsi lentamente una propria professionalità. Il Biellese che emerge dalle fotografie era una terra florida, operosa, ricca di uomini e donne orgogliosi del proprio lavoro, mezzo di sostentamento necessario e valore civile. Persone che, pur in una realtà sociale complessa e difficoltosa, attraverso il lavoro acquisivano la propria dignità. Inaugurata lo scorso 3 luglio, la mostra - in due atti con oltre 80 immagini esposte - ha registrato un grande successo, superando i 700 visitatori, molti dei quali hanno espresso le proprie emozioni nel libro firme: nostalgia, orgoglio nel rivivere un passato vissuto in prima persona, un pizzico di amarezza per chi sottolinea la situazione lavorativa attuale. «Il lavoro non era solo fonte di reddito, ma motivo di orgoglio, passione e soddisfazione per come veniva svolto», scrive per esempio un visitatore. E ancora: «Mostra interessantissima e motivo di profonde riflessioni». “Biella all’opera” non vuole essere in effetti solo una vetrina sul passato che permetta di tramandare il ricordo dei lavoratori che contribuirono a rendere tanto vitale la nostra società, ma - soprattutto - un invito a utilizzare la memoria come fonte di innovazione per progettare insieme nuovi futuri possibili. Nel corso delle visite è possibile dialogare con i ricercatori e le guide di Spazio Cultura per richiedere maggiori informazioni sulle immagini o consultare i vasti archivi fotografici della Fondazione. La programmazione di Spazio Cultura proseguirà poi, dal 12 settembre, con la doppia mostra “Tributo ad Adriano Fenoglio. Oltre i colori, fra cielo e terra” che avrà sede anche a Pollone oltre che a Biella.

R.E.B.

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