Banda larga, così a Biella entro il 2020

Banda larga, così a Biella entro il 2020
Altro 12 Dicembre 2016 ore 12:07

BIELLA - Nasce il primo strumento pubblico per sapere, comune per comune, com'è la situazione della banda ultra larga e come vanno i lavori per estenderla, con i fondi pubblici. È una piattaforma presente da alcuni giorni sul nuovo sito di Infratel Italia, società del ministero dello Sviluppo economico deputata a eseguire il piano banda ultra larga. Piano che finora ha potuto usare fondi pubblici solo nel Sud Italia ma che verso fine anno ne avrà anche nel Centro-Nord, per un totale di 6,2 miliardi di euro da qui al 2020. Bisogna scrivere il nome del proprio comune o regione nella barra di ricerca e appare una mappa (Google Maps) con la grafica della rete già presente.

E il Comune di Biella ha detto sì all’approvazione dello schema di convenzione operativa con il Ministero dell’innovazione tecnologica, Infratel, Regione Piemonte e comuni piemontesi per quanto riguarda il cosiddetto “Bul”, ossia il piano strategico banda ultra larga. La Regione Piemonte, con una comunicazione del vice presidente Aldo Reschigna e degli assessori Ferrero e De Santis, aveva illustrato l’obiettivo del piano nella realizzazione di interventi di infrastrutturazione tramite rete primaria e secondaria di accesso a banda ultra larga in tutte le aree bianche del Piemonte, ossia le aree non servite. Con una successiva comunicazione è stato poi comunicato e confermato l’obiettivo del piano e l’attuazione mediante tre elementi chiave. Il primo è l’accordo di programma per lo sviluppo della banda ultra larga tra il Mise e la regione Piemonte, sottoscritto a giugno 2016. Questo accordo disciplina le modalità di collaborazione delle parti, le modalità operative degli interventi, la ripartizione delle fonti di finanziamento e i criteri di pianificazione temporale degli interventi sulle diverse aree. La seconda è la convenzione operativa tra il Mise e la Regione, una per ciascuna fonte di finanziamento. La terza, infine, riguarda le convenzioni operative tra la Regione e i Comuni piemontesi per la realizzazione delle infrastrutture di banda ultra larga. E Palazzo Oropa ha licenziato la delibera per aderire al patto di sviluppo.

Enzo Panelli

BIELLA - Nasce il primo strumento pubblico per sapere, comune per comune, com'è la situazione della banda ultra larga e come vanno i lavori per estenderla, con i fondi pubblici. È una piattaforma presente da alcuni giorni sul nuovo sito di Infratel Italia, società del ministero dello Sviluppo economico deputata a eseguire il piano banda ultra larga. Piano che finora ha potuto usare fondi pubblici solo nel Sud Italia ma che verso fine anno ne avrà anche nel Centro-Nord, per un totale di 6,2 miliardi di euro da qui al 2020. Bisogna scrivere il nome del proprio comune o regione nella barra di ricerca e appare una mappa (Google Maps) con la grafica della rete già presente.

E il Comune di Biella ha detto sì all’approvazione dello schema di convenzione operativa con il Ministero dell’innovazione tecnologica, Infratel, Regione Piemonte e comuni piemontesi per quanto riguarda il cosiddetto “Bul”, ossia il piano strategico banda ultra larga. La Regione Piemonte, con una comunicazione del vice presidente Aldo Reschigna e degli assessori Ferrero e De Santis, aveva illustrato l’obiettivo del piano nella realizzazione di interventi di infrastrutturazione tramite rete primaria e secondaria di accesso a banda ultra larga in tutte le aree bianche del Piemonte, ossia le aree non servite. Con una successiva comunicazione è stato poi comunicato e confermato l’obiettivo del piano e l’attuazione mediante tre elementi chiave. Il primo è l’accordo di programma per lo sviluppo della banda ultra larga tra il Mise e la regione Piemonte, sottoscritto a giugno 2016. Questo accordo disciplina le modalità di collaborazione delle parti, le modalità operative degli interventi, la ripartizione delle fonti di finanziamento e i criteri di pianificazione temporale degli interventi sulle diverse aree. La seconda è la convenzione operativa tra il Mise e la Regione, una per ciascuna fonte di finanziamento. La terza, infine, riguarda le convenzioni operative tra la Regione e i Comuni piemontesi per la realizzazione delle infrastrutture di banda ultra larga. E Palazzo Oropa ha licenziato la delibera per aderire al patto di sviluppo.

Enzo Panelli