Autostrada, mancano 60 milioni

Autostrada, mancano 60 milioni
Altro 26 Aprile 2012 ore 13:47

 La Pedemontana piemontese è nelle mani del ministro Corrado Passera. E il pressing del territorio inizia a farsi forte perché il rischio di perdere investimenti privati per 400 milioni di euro, visti i ritardi, può diventare concreto. Tanto che su sollecitazione del presidente della Provincia di Biella, Roberto Simonetti i suoi omologhi di Novara, Diego Sozzani e di Vercelli, Carlo Riva Vercellotti, unitamente al Governatore Roberto Cota hanno firmato una lettera che è stata inviata al ministro. Gli si chiede di trovare urgentemente i fondi pubblici necessari per sbloccare l’opera.

Adeguamenti.  Dopo il lungo elenco di prescrizioni da parte della commissione di valutazione ambientale del ministero, Satap, la società capofila che si è aggiudicata l’opera, ha aggiornato il costo della Pedemontana da 635 milioni previsti nel momento dell’aggiudicazione a 654, 19 milioni in più. La quota parte del pubblico sale da 110 a 120 milioni per la Regione Piemonte che, attraverso i fondi per le aree sottosviluppate ha già a disposizione la dotazione, e di 112 milioni per il Governo. Ma, siccome la Pedemontana è inserita tra le opere che possono godere della defiscalizzazione da applicare all’impresa che si occuperà della realizzazione, la parte dello Stato si riduce di circa 50 milioni. Dunque, con 60 milioni si sbloccherebbe un’opera di 654 milioni.

L’incontro in aula. Mercoledì scorso, in aula alla Camera, Simonetti ha incontrato Passera. «Era presente per le risposte ai question time - dice il deputato leghista - e ne ho approfittato per illustrargli la situazione della Pedemontana. Il progetto attualmente è bloccato all’Ufficio tecnico di missione, l’ultimo step prima di approdare al Comitato interministeriale per la programmazione economica. Il ministro, siccome vuole cantierare tutte le opere che sono a fine iter, si è impegnato a trovare i 60 milioni di euro del Governo per sbloccare l’opera. Non ci resta che attendere e continuare a far sentire la voce dei territori coinvolti nell’opera».
Enzo Panelli