«Assunzioni in Seab? C’è la magistratura»

«Assunzioni in Seab? C’è la magistratura»
Altro 02 Agosto 2015 ore 12:08

BIELLA - La denuncia che qualcosa negli anni non sia funzionata in Seab nell’ambito assunzioni è stata sollevata da due impiegati della società che si occupa di raccolta e smaltimento rifiuti in un esposto depositato in via Repubblica, in Procura. Di prove certe non ne sono state presentate, ma la discussione attorno alla società partecipata si sono subito alimentate. 

Tanto che  il segretario del Partito Democratico, Paolo Furia, e il responsabile degli enti locali e delle partecipate, Claudio Marampo, hanno preso immediatamente posizione. «In relazione alla vicenda Seab, riguardante la questione di assunzioni con criteri soggettivi e non oggettivi, il Partito Democratico affida agli organi giudiziari la valutazione di eventuali aspetti che verranno ritenuti di rilevanza penale; parallelamente ritiene di affidare alle amministrazioni comunali, in quanto azionisti di Seab, la valutazione su come s'intende un servizio in termini di efficienza e di efficacia, nel rapporto con i cittadini in quanto utenti o potenziali dipendenti. Sotto l'aspetto politico riteniamo però ineludibile chiarire i fatti in questione, in modo da fugare ogni dubbio su come si deve gestire una società pubblica, affinché tutto sia ineluttabilmente coerente con i concetti di trasparenza e legittimità».

«Essendo diritto della politica - aggiungono i due esponenti Pd - valutare se gli strumenti messi in campo rappresentano i requisiti in cui credere, riteniamo pertanto opportuno aprire già ora una fase di verifica sulla reale rispondenza dell’organo esecutivo di Seab». Insomma, la vicenda Seab fa discutere, soprattutto gli ambiti politici. Starà alla magistratura capire se ci sono stati illeciti. 

Enzo Panelli

BIELLA - La denuncia che qualcosa negli anni non sia funzionata in Seab nell’ambito assunzioni è stata sollevata da due impiegati della società che si occupa di raccolta e smaltimento rifiuti in un esposto depositato in via Repubblica, in Procura. Di prove certe non ne sono state presentate, ma la discussione attorno alla società partecipata si sono subito alimentate. 

Tanto che  il segretario del Partito Democratico, Paolo Furia, e il responsabile degli enti locali e delle partecipate, Claudio Marampo, hanno preso immediatamente posizione. «In relazione alla vicenda Seab, riguardante la questione di assunzioni con criteri soggettivi e non oggettivi, il Partito Democratico affida agli organi giudiziari la valutazione di eventuali aspetti che verranno ritenuti di rilevanza penale; parallelamente ritiene di affidare alle amministrazioni comunali, in quanto azionisti di Seab, la valutazione su come s'intende un servizio in termini di efficienza e di efficacia, nel rapporto con i cittadini in quanto utenti o potenziali dipendenti. Sotto l'aspetto politico riteniamo però ineludibile chiarire i fatti in questione, in modo da fugare ogni dubbio su come si deve gestire una società pubblica, affinché tutto sia ineluttabilmente coerente con i concetti di trasparenza e legittimità».

«Essendo diritto della politica - aggiungono i due esponenti Pd - valutare se gli strumenti messi in campo rappresentano i requisiti in cui credere, riteniamo pertanto opportuno aprire già ora una fase di verifica sulla reale rispondenza dell’organo esecutivo di Seab». Insomma, la vicenda Seab fa discutere, soprattutto gli ambiti politici. Starà alla magistratura capire se ci sono stati illeciti. 

Enzo Panelli