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Asilo, sei posti di lavoro a rischio

Asilo, sei posti di lavoro a rischio
Altro 20 Novembre 2015 ore 11:03

OCCHIEPPO INFERIORE - L’asilo di Occhieppo Inferiore è sempre più... pubblico. Con il via libera di lunedì scorso da parte della Provincia, la statalizzazione del servizio è sempre più vicina. Manca soltanto il pronunciamento della Regione Piemonte, atteso entro fine anno (nulla fa presagire un parere negativo), e poi l’iter potrà dirsi concluso. Che cosa cambierà?

A partire dal prossimo anno scolastico, il servizio avrà una nuova sede: le due sezioni dell’asilo (attualmente gli iscritti sono 38) verranno ospitate nell’edificio di via Aporti in cui già si trovano le elementari, mentre la “Sezione Primavera”, che accoglie i bambini che compiono 2 anni entro dicembre (quest’anno sono 7), verrà localizzata presso il nido.

E se la Fondazione asilo infantile di Occhieppo Inferiore, a cui tuttora fa capo il servizio, sopravviverà (come ha assicurato nelle scorse settimane don Fabrizio Mombello, membro effettivo permanente del Cda, recentemente rinnovato), modulando la sua azione «in base alle esigenze dell’oggi», sul versante occupazionale sono sei le persone che rischiano di perdere il posto se l’asilo verrà statalizzato: Silvia Augello, insegnante e coordinatrice, che lavora alla

scuola dell’infanzia di Occhieppo Inferiore dal 2002; Chiara Aina, che ha iniziato a lavorare nel 2008 con il dopo-scuola, è poi passata alla “Sezione Primavera” nel 2010 ed è attualmente in maternità; Alessandra Borra, entrata in organico nel 2014 per sostituire la collega in maternità e che in seguito è stata assunta a tempo indeterminato; Erica Zanchetta, che da settembre sostituisce la collega Chiara Aina nella “Sezione Primavera” e si occupa anche delle uscite e del servizio di dopo-scuola.

Il futuro resta incerto pure per Paola Rondano, da vent’anni addetta alle pulizie della scuola, e per Enrica Frassati, cuoca dell’asilo dal febbraio 2010: è lei che cucina per i 45 bambini che frequentano la struttura di piazza don Giuseppe Scaglia, ed è sempre lei che gestisce l’economato e si occupa delle intolleranze alimentari dei bambini.

Lara Bertolazzi

OCCHIEPPO INFERIORE - L’asilo di Occhieppo Inferiore è sempre più... pubblico. Con il via libera di lunedì scorso da parte della Provincia, la statalizzazione del servizio è sempre più vicina. Manca soltanto il pronunciamento della Regione Piemonte, atteso entro fine anno (nulla fa presagire un parere negativo), e poi l’iter potrà dirsi concluso. Che cosa cambierà?

A partire dal prossimo anno scolastico, il servizio avrà una nuova sede: le due sezioni dell’asilo (attualmente gli iscritti sono 38) verranno ospitate nell’edificio di via Aporti in cui già si trovano le elementari, mentre la “Sezione Primavera”, che accoglie i bambini che compiono 2 anni entro dicembre (quest’anno sono 7), verrà localizzata presso il nido.

E se la Fondazione asilo infantile di Occhieppo Inferiore, a cui tuttora fa capo il servizio, sopravviverà (come ha assicurato nelle scorse settimane don Fabrizio Mombello, membro effettivo permanente del Cda, recentemente rinnovato), modulando la sua azione «in base alle esigenze dell’oggi», sul versante occupazionale sono sei le persone che rischiano di perdere il posto se l’asilo verrà statalizzato: Silvia Augello, insegnante e coordinatrice, che lavora alla

scuola dell’infanzia di Occhieppo Inferiore dal 2002; Chiara Aina, che ha iniziato a lavorare nel 2008 con il dopo-scuola, è poi passata alla “Sezione Primavera” nel 2010 ed è attualmente in maternità; Alessandra Borra, entrata in organico nel 2014 per sostituire la collega in maternità e che in seguito è stata assunta a tempo indeterminato; Erica Zanchetta, che da settembre sostituisce la collega Chiara Aina nella “Sezione Primavera” e si occupa anche delle uscite e del servizio di dopo-scuola.

Il futuro resta incerto pure per Paola Rondano, da vent’anni addetta alle pulizie della scuola, e per Enrica Frassati, cuoca dell’asilo dal febbraio 2010: è lei che cucina per i 45 bambini che frequentano la struttura di piazza don Giuseppe Scaglia, ed è sempre lei che gestisce l’economato e si occupa delle intolleranze alimentari dei bambini.

Lara Bertolazzi