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Ancora nuove centraline lungo i torrenti

Altro 02 Maggio 2011 ore 12:30

(28 apr) Sono state presentate in Provincia altre osservazioni per contrastare la realizzazione di nuove centraline idroelettriche sui torrenti biellesi da parte del “Comitato tutela fiumi” che raggruppa una trentina di associazioni ambientaliste e di pescatori. Il Comitato parla di «devastazioni ambientali», di «irrefrenabile sfruttamento dell’ambiente e del territorio», di «speculazioni legate ai cosiddetti “certificati verdi”», il cui valore è attualmente di molto superiore a quello di mercato e che viene poi spalmato sulle bollette dei consumatori. E parla di torrenti trasformati in aride distese di sassi. I fautori delle centraline replicano colpo su colpo, sostengono che i progetti servono a produrre energia alternativa da fonti rinnovabili, che le opere di presa sono poco impattanti sotto l’aspetto ambientale così come le centrali che custodiscono le turbine, di norma simili a baite.
Quali sono i progetti in attesa delle definitive autorizzazioni?
Sono state presentate in Provincia altre osservazioni per contrastare la realizzazione di nuove centraline idroelettriche sui torrenti biellesi da parte del “Comitato tutela fiumi” che raggruppa una trentina di associazioni ambientaliste e di pescatori. Il Comitato parla di «devastazioni ambientali», di «irrefrenabile sfruttamento dell’ambiente e del territorio», di «speculazioni legate ai cosiddetti “certificati verdi”», il cui valore è attualmente di molto superiore a quello di mercato e che viene poi spalmato sulle bollette dei consumatori. E parla di torrenti trasformati in aride distese di sassi. I fautori delle centraline replicano colpo su colpo, sostengono che i progetti servono a produrre energia alternativa da fonti rinnovabili, che le opere di presa sono poco impattanti sotto l’aspetto ambientale così come le centrali che custodiscono le turbine, di norma simili a baite.
Quali sono i progetti in attesa delle definitive autorizzazioni?

Oropa. Due ditte si fanno per così dire concorrenza, la “Rbc Energy” e la “Econergy”, le quali vorrebbero costruire la centralina sullo stesso tratto, a valle del Santuario. Entrambe hanno di recente presentato delle integrazioni e alcune migliorie rispetto ai progetti iniziali (hanno ad esempio aumentato il “Deflusso minimo vitale”, il minimo quantitativo d’acqua per evitare danni irreparabili a ittiofauna ed ecosistema di un torrente). In questo caso (come hanno peraltro ribadito i funzionari regionali in Conferenza dei servizi) l’opposizione è durissima in quanto i lavori verrebbero realizzati in un parco che è tra l’altro Patrimonio dell’Unesco. Il Comitato tutela fiumi ha anche minacciato di far intervenire la magistratura.

Sessera. La Provincia ha accolto molte eccezioni sulla terza centralina richiesta da Zegna e ha mandato la procedura alla “Valutazione di impatto ambientale”, il cosiddetto “Via”. I punti salienti sui quali il Comitato si è battuto, sono: la richiesta di una quantità d’acqua esagerata e la considerazione che, se venisse costruita anche una terza centralina, non rimarrebbe un solo tratto naturale di Sessera a monte della diga (a valle, prese e centrali sono numerose).

Elvo. In merito alla centralina sopra Sordevolo, nonostante sia pendente un ricorso presentato direttamente dal Comitato al Presidente della Repubblica e che - come è stato più volte segnalato dagli oppositori - «ci siano incontestabili errori nel calcolo del “Deflusso minimo vitale”», la Provincia ha rilasciato, pochi giorni fa, l’autorizzazione al progetto “esecutivo”. Gli oppositori stanno valutando l’opportunità di ricorrere al Tar. Pende poi sull’Elvo la costruzione della centralina Ronchetta (in territorio di Muzzano), già autorizzata ma ancora al palo in quanto, poco più a monte, il Consorzio di bonifica della Baraggia ha presentato il progetto di deviazione dell’Elvo per portare più acqua nella diga di Mongrando. Un progetto che il “Comitato tutela fiumi” considera «assurdo».
A battersi per difendere quei pochi tratti di torrenti non ancora sfruttati, c’è ora anche la neonata Associazione “Valle Elvo Viva” che ha proposto addirittura un referendum
Cervo. I nuovi progetti sono essenzialmente due: a Piedicavallo e a Campiglia che è stato momentaneamente ritirato per delle integrazioni richieste. In un recente convegno organizzato a San Paolo Cervo dall’Associazione “CivitaSociale” del presidente Ruben De Lorenzo, i favorevoli alle due nuove centraline hanno preferito non ribattere agli oppositori che paventano, anche in questo caso, il rischio che «il “mare dei biellesi” si riduca ad un impietoso filo d’acqua. Si tratta - è stato spiegato anche nel corso del convegno - dell’ultimo tratto indenne del Cervo che rischia così di sparire con possibili gravi ripercussioni sul turismo».

Strona. Il progetto di costruire due centraline a valle della diga di Camandona con la previsione di utilizzare la presa esistente ma con il rilascio di appena 28 litri d’acqua al secondo, è stato mandato alla più approfondita “Valutazione di impatto ambientale”.
Valter Caneparo
28 aprile 2011

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