Al “Motta” si studiano i vecchi libri scolastici

Al “Motta” si studiano i vecchi libri scolastici
30 Gennaio 2015 ore 19:36

Protagonista della curiosa iniziativa è la classe II Itc, che da due anni si fregia del titolo di “Classe iPad”: «Non utilizziamo più i libri nel formato cartaceo, ma in quello digitale – spiegano i ragazzi -. Ognuno di noi non porta più a scuola i libri, ma segue le lezioni visualizzando le pagine sul proprio  tablet (che vengono acquistati con un contributo spesa, ndr), in cui sono stati “scaricati” tutti i libri in formato digitale». «Con questo gruppo  – spiega la docente di Lettere Lelia Zangrossi – stiamo conducendo un’interessante ricerca sui libri scolastici adottati nella scuola primaria, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai giorni nostri». «Il nostro lavoro  – chiariscono i ragazzi – consiste nel mettere a confronto i diversi testi, che ci sono stati messi a disposizione dall’insegnante. E vedere se viene proposto un modello di bambino o bambina».  In questi giorni, sotto i riflettori ci sono  i libri  che vanno dal 1861 al 1924. «Abbiamo notato che numerose sono le differenze – fanno presente i ragazzi -, incominciando dai temi ricorrenti in quegli anni che erano essenzialmente gli ideali della patria,  le norme di “buon comportamento” del bambino e della bambina,  gli insegnamenti di morale cristiana. I personaggi sono spesso degli eroi che hanno combattuto valorosamente le guerre risorgimentali o il primo conflitto mondiale». Ma non solo. «Abbiamo notato anche come questi testi avevano il fine di insegnare agli italiani ad essere “Italiani” – chiariscono ancora -, a partire dall’uso della lingua al posto dei diversi dialetti regionali, negli anni successivi all’unificazione dello stato italiano avvenuta nel 1861. I libri erano ricchi di illustrazioni in bianco e nero e solo talvolta a colori e il formato era diverso da quello attuale, perché erano molto più piccoli (tra i 15 e i 20cm di altezza) e la carta molto sottile».

Un progetto, questo, che per i ragazzi si sta rivelando molto  utile. «L’iniziativa – raccontano –  ci sta permettendo di capire che in un tempo relativamente breve gli obiettivi e l’impostazione dell’insegnamento sono molto cambiati: i libri scolastici si sono adattati alle necessità della società a loro contemporanea.  Non solo, abbiamo capito che questi libri sono un piccolo tesoro per conoscere il nostro passato e valeva pertanto la pena di scoprirli. In ogni caso, la nostra ricerca non è ancora completata: i risultati arriveranno presto».

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