genitori infuriati

Ai bambini è vietato giocare a Candelo

Elettra Veronese: "A Candelo non si è fatta disinfezione né durante, né dopo il lockdown. Il leit motiv è “se si ammalano, non è colpa nostra”

Ai bambini è vietato giocare a Candelo
Grande Biella, 25 Giugno 2020 ore 15:13

“E’ vietato l’utilizzo di tutti i giochi presenti nel parco”
L’avviso campeggia nella bacheca del parco giochi pubblico denominato L’Albero d’Oro, unico a Candelo che ospita anche giochi per disabili, richiama le Linee Guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative del DPCM del 11/6/20 e il Decreto Regione Piemonte n. 68 del 13/6/20.
Il lockdown è finito e il parco è utilizzabile. O meglio lo sarebbe se il Comune avesse adempiuto agli obblighi imposti dalle citate Linee Guida, tra cui (pag. 25, voce “Aree Giochi per Bambini”) “Garantire una approfondita pulizia delle aree e delle attrezzature, preferibilmente giornaliera o con una frequenza adeguata rispetto all’intensità di utilizzo”.
La prescrizione, tuttavia, prosegue così: “qualora non sia possibile un’adeguata pulizia dell’attrezzature, non ne potrà essere consentito l’utilizzo”.

Veronese: “Il leit motiv è “se si ammalano, non è colpa nostra”.

“E qui casca l’asino – sottolinea l’ex candidata sindaco Elettra Veronese, avvocato, consigliere di opposizione – A Candelo non si è fatta disinfezione né durante, né dopo il lockdown, né quando procedura e prodotti erano discussi, né ora che sono definiti, facili, molto vicini alle consuetudini della “buona massaia”.  Con un avviso in bacheca il Sindaco di Candelo vuole deresponsabilizzare l’Amministrazione dall’uso del parco da parte di bambini, ragazzi e famiglie che com’è noto a tutti, avviene ed è inevitabile che avvenga, ancor più ora che è estate, chiusi – o in forse – la maggior parte dei centri estivi. Il leit motiv è “se si ammalano, non è colpa nostra”.
“Di una Candelo “pietra della vergogna” per quanto riguarda scarsa attenzione e povertà di servizi al cittadino si è già detto – conclude Veronese – ma lo spogliarsi anche dei doveri verso i più piccoli, doveri che impongono il mettere a disposizione aree di svago sicure, fuoriesce dalla querelle politica del c.d. “cattivo amministratore” per mostrarsi come fonte di danno per l’intera comunità”.

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