Adele nata in acqua tra le mura di casa

Adele nata in acqua tra le mura di casa
13 Aprile 2015 ore 15:05

COSSATO – Fra i neonati iscritti, il mese scorso, nei registri dell’ufficio anagrafe del Comune, ne figura anche uno che è venuto alla luce con parto domiciliare, anziché in qualche ospedale o in clinica privata. Si tratta di una femminuccia, Adele Rigamonti, felicemente nata il 27 febbraio scorso. I  genitori sono Paolo, 38 anni, operaio meccanico specializzato, e Jessica Rando, 32, impiegata amministrativa, che hanno già due figli Edoardo di 9 anni e Davide, che era già nato in casa il 29 giugno 2011. «Il primogenito era nato in ospedale – spiega la mamma – ma Davide era già venuto alla luce in casa, in acqua, com’è accaduto ora con Adele. E’ stata, in entrambi i casi, una scelta consapevole.  Il parto era stato seguito da un ginecologo e dalla moglie ostetrica». Prosegue il padre: «Adele è nata alle 20 del 27 febbraio – ricorda – Mia moglie è stata validamente assistita dalle ostetriche, Eleonora Como ed Aida Hilviu, che operano in provincia di Vercelli e di Alessandria, mentre, in precedenza, era stata seguita dal ginecologo Gianluca Ventresca».  

«E’ stata un’esperienza davvero impagabile ed emozionante – ribadisce la mamma -. I nostri due bambini hanno assistito al parto, grazie ad un percorso di preparazione che insegna ad accogliere il neonato nel modo dovuto». Ma le sorprese non finiscono qui. I due bambini, infatti, non vanno a scuola.

«Facciamo ai nostri figli – spiegano i due genitori – educazione parentale. Per farlo, basta presentare, ogni anno, una dichiarazione al dirigente scolastico, con la quale i genitori si impegnano a provvedere all’istruzione dei figli. Però, al momento dell’inserimento a scuola, il bambino si dovrà sottoporre ad un esame attitudinale. Tra la terza media e le superiori, per ottenere la licenza di scuola media, sarà però obbligatorio sottoporsi ad un esame».

La mamma così prosegue: «Consiglio ai genitori di effettuare l’esperienza del parto a domicilio. C’è, infatti, un maggior rispetto della nascita del bambino, che definisco “nascita dolce”. C’è anche da aggiungere che, per i parti a domicilio, la Regione eroga un contributo di 920 euro». «Anche per il papà – aggiunge Paolo – c’è più partecipazione e  anche coinvolgimento».

Le novità proseguono senza sosta: «Sia il 2° sia il  3° parto, sono avvenuti con il ‘’Lotus Birth’’, nel senso che i piccoli sono nati senza il taglio del cordone ombelicale, che, in genere, si stacca da solo, tra il terzo ed il quarto giorno. In questo modo, il neonato utilizza il contenuto della placenta fino in fondo e così resta più tranquillo e assai meno disturbato».

Franco Graziola

COSSATO – Fra i neonati iscritti, il mese scorso, nei registri dell’ufficio anagrafe del Comune, ne figura anche uno che è venuto alla luce con parto domiciliare, anziché in qualche ospedale o in clinica privata. Si tratta di una femminuccia, Adele Rigamonti, felicemente nata il 27 febbraio scorso. I  genitori sono Paolo, 38 anni, operaio meccanico specializzato, e Jessica Rando, 32, impiegata amministrativa, che hanno già due figli Edoardo di 9 anni e Davide, che era già nato in casa il 29 giugno 2011. «Il primogenito era nato in ospedale – spiega la mamma – ma Davide era già venuto alla luce in casa, in acqua, com’è accaduto ora con Adele. E’ stata, in entrambi i casi, una scelta consapevole.  Il parto era stato seguito da un ginecologo e dalla moglie ostetrica». Prosegue il padre: «Adele è nata alle 20 del 27 febbraio – ricorda – Mia moglie è stata validamente assistita dalle ostetriche, Eleonora Como ed Aida Hilviu, che operano in provincia di Vercelli e di Alessandria, mentre, in precedenza, era stata seguita dal ginecologo Gianluca Ventresca».  

«E’ stata un’esperienza davvero impagabile ed emozionante – ribadisce la mamma -. I nostri due bambini hanno assistito al parto, grazie ad un percorso di preparazione che insegna ad accogliere il neonato nel modo dovuto». Ma le sorprese non finiscono qui. I due bambini, infatti, non vanno a scuola.

«Facciamo ai nostri figli – spiegano i due genitori – educazione parentale. Per farlo, basta presentare, ogni anno, una dichiarazione al dirigente scolastico, con la quale i genitori si impegnano a provvedere all’istruzione dei figli. Però, al momento dell’inserimento a scuola, il bambino si dovrà sottoporre ad un esame attitudinale. Tra la terza media e le superiori, per ottenere la licenza di scuola media, sarà però obbligatorio sottoporsi ad un esame».

La mamma così prosegue: «Consiglio ai genitori di effettuare l’esperienza del parto a domicilio. C’è, infatti, un maggior rispetto della nascita del bambino, che definisco “nascita dolce”. C’è anche da aggiungere che, per i parti a domicilio, la Regione eroga un contributo di 920 euro». «Anche per il papà – aggiunge Paolo – c’è più partecipazione e  anche coinvolgimento».

Le novità proseguono senza sosta: «Sia il 2° sia il  3° parto, sono avvenuti con il ‘’Lotus Birth’’, nel senso che i piccoli sono nati senza il taglio del cordone ombelicale, che, in genere, si stacca da solo, tra il terzo ed il quarto giorno. In questo modo, il neonato utilizza il contenuto della placenta fino in fondo e così resta più tranquillo e assai meno disturbato».

Franco Graziola

 

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