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A Trivero il 118 torna 24 ore su 24

A Trivero il 118 torna  24 ore su 24
Altro Grande Biella, 02 Ottobre 2015 ore 02:14

TRIVERO - «Un solo dubbio non dovete mai avere. Quando avviene un’emergenza e dovete chiedere soccorso, non preoccupatevi di quale servizio ci sia o non ci sia a Trivero. Fate una sola cosa: chiamate sempre il 118. Non esitate. Saranno i soccorritori a valutare poi con quali mezzi e in che modo intervenire». Le tante e continue discussioni sul presidio sanitario del Centro Zegna avevano finito per generare un po’ di confusione, soprattutto tra la popolazione anziana del territorio. Ma mercoledì mattina, nel corso dell’incontro pubblico che ha fatto chiarezza sul destino della struttura triverese, i vertici di Asl Bi e 118 di Novara hanno chiarito bene le cose. E hanno portato alle circa quaranta persone presenti, residenti ma anche addetti ai lavori e amministratori locali, l’annuncio più atteso: il 118 tornerà a Trivero. Dopo un lungo periodo nel quale il soccorso d’emergenza è rimasto a disposizione solo nelle ore notturne, finalmente il Triverese può tornare a contare su un’ambulanza medicalizzata presente 24 ore su 24. Lo farà a partire dal mese di novembre, riportando in zona un servizio che la comunità ha sempre considerato essenziale. 
Per Massimo Biasetti, sindaco di Trivero, si è trattato di un annuncio importantissimo. «Non solo ci è stata confermata la presenza dell’ambulanza - spiega -, ma è stato anche  chiarito che il personale sanitario sarà in loco anche per svolgere funzioni, nel caso sia necessario, di supporto all’ambulatorio che c’è già». Questo, dal canto suo, continuerà nella sua normale attività, erogando prestazioni mediche e infermieristiche non legate a situazioni d’emergenza, «perché - puntualizza Biasetti - non è un pronto soccorso». L’Asl Bi, presente all’incontro  con il neodirettore Gianni Bonelli, ha chiarito inoltre che è in via di definizione un progetto finalizzato ad ampliare la rete di cure domiciliari agli anziani, al fine di ridurre il ricorso all’ospedale, ad esempio nel caso di malattie. «Il tentativo del direttore - commenta il sindaco Biasetti - è quello di razionalizzare senza tagliare: uno sforzo decisivo per un territorio come il nostro».

Veronica Balocco

TRIVERO - «Un solo dubbio non dovete mai avere. Quando avviene un’emergenza e dovete chiedere soccorso, non preoccupatevi di quale servizio ci sia o non ci sia a Trivero. Fate una sola cosa: chiamate sempre il 118. Non esitate. Saranno i soccorritori a valutare poi con quali mezzi e in che modo intervenire». Le tante e continue discussioni sul presidio sanitario del Centro Zegna avevano finito per generare un po’ di confusione, soprattutto tra la popolazione anziana del territorio. Ma mercoledì mattina, nel corso dell’incontro pubblico che ha fatto chiarezza sul destino della struttura triverese, i vertici di Asl Bi e 118 di Novara hanno chiarito bene le cose. E hanno portato alle circa quaranta persone presenti, residenti ma anche addetti ai lavori e amministratori locali, l’annuncio più atteso: il 118 tornerà a Trivero. Dopo un lungo periodo nel quale il soccorso d’emergenza è rimasto a disposizione solo nelle ore notturne, finalmente il Triverese può tornare a contare su un’ambulanza medicalizzata presente 24 ore su 24. Lo farà a partire dal mese di novembre, riportando in zona un servizio che la comunità ha sempre considerato essenziale. 
Per Massimo Biasetti, sindaco di Trivero, si è trattato di un annuncio importantissimo. «Non solo ci è stata confermata la presenza dell’ambulanza - spiega -, ma è stato anche  chiarito che il personale sanitario sarà in loco anche per svolgere funzioni, nel caso sia necessario, di supporto all’ambulatorio che c’è già». Questo, dal canto suo, continuerà nella sua normale attività, erogando prestazioni mediche e infermieristiche non legate a situazioni d’emergenza, «perché - puntualizza Biasetti - non è un pronto soccorso». L’Asl Bi, presente all’incontro  con il neodirettore Gianni Bonelli, ha chiarito inoltre che è in via di definizione un progetto finalizzato ad ampliare la rete di cure domiciliari agli anziani, al fine di ridurre il ricorso all’ospedale, ad esempio nel caso di malattie. «Il tentativo del direttore - commenta il sindaco Biasetti - è quello di razionalizzare senza tagliare: uno sforzo decisivo per un territorio come il nostro».

Veronica Balocco

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