«Chiediamo rispetto per la transumanza»

La transumanza è nella lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell'Unesco. Ma non mancano le polemiche.

«Chiediamo rispetto per la transumanza»
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«Chiediamo rispetto per la transumanza».

Transumanza è patrimonio Unesco

La transumanza, tradizionale pratica pastorale di migrazione stagionale del bestiame lungo i tratturi e verso condizioni climatiche migliori, è stata iscritta nei giorni scorsi, all’unanimità, nella lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Il territorio biellese, terra dove l’alpeggio è pratica antichissima e rappresenta la soluzione ottimale per il problema della scarsità di foraggio, si interroga su eventuali benefici e su una pratica che, però, sembra essere sempre meno tollerata.

“Ci vuole pazienza”

Per Giorgio Macchieraldo dell’associazione contadini di Biella, che a fine primavera si sposta con una mandria di 700 capi insieme alla famiglia Seletto verso la Valsesia, il collegamento transumanza-Unesco, non farà cambiare nulla: «Almeno non se ne dimenticano – spiega – anche se ritengo che ad avere i maggiori benefici sarà il Sud dove i tratturi (larghi sentieri erbosi, pietrosi o in terra battuta, ndr) vengono valorizzati di più». I problemi sono legati al rapporto con la cittadinanza: «Vorrei che la gente, al momento dei nostri passaggi, avesse la pazienza di attendere e di non chiamare subito i carabinieri. Non vogliamo gli applausi ma un aumento della tolleranza».

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