Questa mattina in caserma

«Gli sguardi che proteggono»: presentato a Biella il Calendario dei Carabinieri 2027

Le fotografie di Franco Cappellari raccontano le diverse attività dell’Arma. Nell’opera i contributi di Aldo Cazzullo, Bruno Vespa e Ferruccio de Bortoli.

«Gli sguardi che proteggono»: presentato a Biella il Calendario dei Carabinieri 2027
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Uno sguardo attento durante una pattuglia, capace di cogliere una richiesta d’aiuto o riconoscere un pericolo. È attorno al tema «Gli sguardi che proteggono» che si sviluppa il Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri 2027, presentato questa mattina ai giornalisti locali dal Comandante provinciale di Biella, tenente colonnello Marco Spaziani. A introdurre l’incontro è stato il comandante provinciale, che ha richiamato il filo conduttore dell’opera: l’attenzione alle necessità dei cittadini e la responsabilità di chi, ogni giorno, lavora per la loro sicurezza.

Il racconto attraverso immagini e parole

Ad aprire il calendario è la prefazione del giornalista Aldo Cazzullo, che ripercorre alcuni dei momenti più significativi dell’ultimo mezzo secolo di storia italiana, soffermandosi sul contributo dei Carabinieri nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata. Il comandante generale, generale di corpo d’armata Salvatore Luongo, sviluppa invece il tema degli «sguardi che proteggono» attraverso l’impegno delle donne e degli uomini delle diverse specialità dell’Arma. Le fotografie sono di Franco Cappellari, accompagnate dai contributi narrativi di Bruno Vespa e Ferruccio de Bortoli, che raccontano i reparti e le attività al servizio della collettività.

Calendario dei Carabinieri 2027: 12 mesi tra pattuglie e reparti specializzati

Le pagine accompagnano il lettore dal pattugliamento delle Stazioni e del Nucleo Radiomobile alla tutela della sicurezza e dell’ambiente in mare, passando per il Gruppo di intervento speciale, i Corazzieri, le unità cinofile, il servizio aereo e i Carabinieri Forestali. Spazio anche alle indagini del Reparto Investigazioni Scientifiche e all’attività dei Comandi per la Tutela del Lavoro e del Patrimonio Culturale: ambiti differenti che compongono il racconto della presenza dell’Arma sul territorio. A chiudere il calendario è il richiamo alla tradizione, con i Carabinieri a cavallo e i comandanti di Stazione. Proprio le 4.500 Stazioni rappresentano la rete capillare attraverso cui si costruisce il rapporto quotidiano con i cittadini. Un legame con l’istituzione che prosegue anche dopo il servizio attivo, attraverso la partecipazione dei militari in congedo alle attività dell’Associazione Nazionale Carabinieri.