Come recuperare l’acqua piovana per la casa e per il giardino

Come recuperare l’acqua piovana per la casa e per il giardino
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In Italia piove sempre meno. Tra le principali conseguenze del cambiamento climatico in corso, infatti, le precipitazioni meno frequenti sono forse una delle più evidenti, insieme al clima che continua a riscaldarsi. Si tratta di una condizione che, soprattutto nei mesi più caldi, provoca lunghi periodi di siccità.

Questo può portare, in determinati mesi e località, al divieto di utilizzare acqua potabile se non per scopi domestici o igienici. C’è poi un altro fattore da considerare: il costo dell’acqua in bolletta. In molti casi questo rappresenta un limite per chi necessita di questa risorsa per attività come irrigazione di orti e giardini o pulizia esterna. Esiste però una soluzione: conservare l’acqua piovana per sfruttarla nell’esatto momento in cui serve. Lo si può fare tramite strumenti ad hoc, come le cisterne per acqua piovana, che consentono di gestire in maniera controllata parte delle precipitazioni atmosferiche.

Cisterne per acqua piovana: modelli e caratteristiche

Quando si parla di cisterne acqua piovana si fa riferimento a serbatoi che prima stoccano le precipitazioni atmosferiche e poi le mettono a disposizione per svariati usi possibili.

Non ne esiste un unico modello: sul mercato si possono infatti trovare diverse configurazioni. Questi contenitori possono infatti essere fuori terra, quindi posizionabili al suolo, oppure interrati, ovvero installati sotto il terreno, con un minore impatto visivo esterno. Le cisterne per acqua piovana moderne hanno inoltre orientamento verticale, andando a svilupparsi in altezza, oppure orizzontale, da installare in tutti quei luoghi in cui l’altezza disponibile e ridotta o le esigenze di installazione richiedono questa forma.

I serbatoi inoltre differiscono tra loro anche per la singola capacità di accumulo, da scegliere in base allo spazio a disposizione, alla frequenza e quantità di precipitazioni e alla superficie di raccolta. Infine, tra le caratteristiche da conoscere c’è anche il materiale con cui sono prodotti. Tra i più diffusi troviamo quelli in plastica, apprezzati per la leggerezza, la resistenza alla corrosione e la praticità di installazione. Altre soluzioni sono rappresentate dalle cisterne in cemento e dai serbatoi in acciaio. I contenitori sono provvisti di filtro a sacco, essenziale per trattenere foglie, detriti e altre impurità e funzionano tramite rubinetto o pompa di prelievo.

Perché usare cisterne acqua piovana

Installare un serbatoio di recupero acque meteoriche garantisce benefici non solo dal punto di vista ambientale, ma anche da quello economico e funzionale. Prima di tutto, permette di poter contare su un sistema efficace e comodo per gestire almeno una parte delle acque piovane che altrimenti andrebbero a disperdersi. Inoltre, sfruttare quest’acqua consente di svolgere le varie attività quotidiane outdoor senza dover ricorrere al prelievo dalla rete pubblica, con un possibile contenimento dei costi in bolletta.

In più, è una scelta che si lega al concetto di sostenibilità, in quanto evita di sprecare l’acqua potabile per utilizzare invece una risorsa già disponibile. Recuperare l’acqua piovana per la casa e per il giardino rappresenta quindi una scelta pratica e responsabile, da pianificare attentamente partendo dalle proprie esigenze e dalla selezione del serbatoio più adatto.