C’è una frase che racchiude forse più di tutte il dolore di questi giorni: «È un lutto dentro un lutto». A pronunciarla è Stefano Mora, figlio di Paolo, l’uomo di 80 anni residente a Vigliano Biellese scomparso mercoledì 30 settembre nei boschi della Valle Elvo. Da allora di lui non c’è stata nessuna traccia, nonostante per quasi una settimana uomini, mezzi, cani ed elicotteri abbiano battuto i sentieri e le vallate tra Muzzano e Graglia.
Sospese le ricerche di Paolo Mora
Martedì, dopo giorni di ricerche senza sosta, le operazioni coordinate dalla Prefettura sono state sospese. Stefano, contattato ieri da Eco, non nasconde ormai la dolorosa consapevolezza che, a una settimana dalla scomparsa, le speranze di ritrovare il padre ancora in vita si siano praticamente spente. «Purtroppo non c’è nessuna notizia di mio padre. Posso solo dire che l’operazione di soccorso ha visto il meglio delle forze dell’ordine e dei volontari biellesi e non solo all’opera. Ricerche indefesse, senza sosta e con ogni mezzo possibile: tecnologico, con droni, telecamere termiche ed elicottero; umano, con le squadre a terra del Soccorso alpino, della Guardia di finanza e degli altri corpi impegnati; e con le unità cinofile e i cani molecolari. Ricerche condotte con una professionalità e un’umanità che non si possono immaginare se viste da fuori».