Oggi in Questura

Si presenta il nuovo questore Anna Maria Di Giulio: «Voglio che i cittadini si sentano sicuri»

Dalla lotta alla mafia alla Polizia scientifica, una lunga carriera investigativa. Tra le priorità la sicurezza, la prevenzione delle truffe e il rapporto con i cittadini.

Si presenta il nuovo questore Anna Maria Di Giulio: «Voglio che i cittadini si sentano sicuri»
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«Il mio obiettivo è che tutti i cittadini di Biella e della provincia si sentano sicuri e tranquilli di girare in città, senza sentirsi in pericolo né nelle proprie abitazioni né fuori». Sono queste le parole con cui Anna Maria Di Giulio, nuovo questore di Biella, ha delineato le proprie priorità durante l’incontro di presentazione con la stampa, avvenuto oggi, giovedì 8 ottobre. Per la dirigente, che raccoglie il testimone da Delia Bucarelli, trasferita alla Questura della Spezia dopo due anni nel Biellese, si tratta del primo incarico alla guida di una Questura. Un nuovo capitolo professionale dopo oltre trent’anni trascorsi nella Polizia di Stato, con esperienze che l’hanno portata in diverse città italiane, soprattutto nell’ambito delle attività investigative e della Polizia scientifica. «Sono molto contenta di questo incarico. Ogni territorio ha le sue caratteristiche e sarà mia premura comprendere le esigenze che caratterizzano questa città e soprattutto questa provincia», ha spiegato Di Giulio, sottolineando come il primo passo sarà proprio quello di conoscere da vicino la realtà biellese.

Il nuovo questore di Biella, la dottoressa Anna Maria Di Giulio

Dall’antimafia alle indagini sugli omicidi: la carriera del nuovo questore

Entrata in Polizia nel 1992, Di Giulio ha frequentato il corso quadriennale dell’Istituto superiore di Polizia, terminando la formazione nel 1997. Dopo una breve esperienza alla Questura di Livorno come capo di gabinetto, ha lavorato a Firenze, occupandosi prevalentemente di polizia giudiziaria, prima alla Criminalpol. Il trasferimento a Roma ha segnato una nuova fase della sua carriera, con l’ingresso nella Direzione investigativa antimafia, dove si è occupata di misure di prevenzione, appalti e antiriciclaggio, contribuendo anche alla redazione della relazione al Parlamento. Nel 2010 il passaggio alla Polizia scientifica, settore nel quale ha maturato una delle esperienze più significative del proprio percorso professionale. Per sette anni ha diretto l’Unità analisi crimini violenti, occupandosi dello studio delle scene del crimine, in particolare di omicidi senza apparente movente o caratterizzati da elementi di serialità. Un’attività che le ha consentito di contribuire alla definizione delle procedure operative oggi applicate nei sopralluoghi della Polizia scientifica, oltre che all’informatizzazione dei relativi verbali. «Abbiamo contribuito a creare delle linee ben precise su come un operatore specializzato debba comportarsi sulla scena del crimine», ha ricordato. Nel 2017 ha assunto la direzione del Gabinetto regionale di Polizia scientifica della Sardegna, a Cagliari, mentre nel 2019 si è trasferita a Padova, dove ha diretto per due anni la struttura con competenza sul Triveneto. Dal 2021 ha quindi guidato il Gabinetto regionale della Polizia scientifica della Lombardia, a Milano, occupandosi per un periodo anche della struttura di Genova.

Sicurezza e prevenzione: «La Polizia deve essere vicina ai cittadini»

L’esperienza investigativa rappresenta dunque il bagaglio con cui Di Giulio affronta il nuovo incarico, pur nella consapevolezza delle differenti responsabilità che comporta la guida di una Questura. «Ho bisogno di conoscere meglio il vissuto sociale e le reali esigenze di questa realtà», ha precisato. Al centro del suo programma ci sarà la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, non soltanto attraverso i risultati delle attività di contrasto alla criminalità, ma anche attraverso la percezione di sicurezza da parte della popolazione. Particolare attenzione sarà riservata alla prevenzione delle truffe ai danni degli anziani, fenomeno che interessa anche il Biellese. «È un problema su scala nazionale, sul quale le forze di polizia stanno lavorando molto per diffondere tutti quegli accorgimenti che i cittadini possono adottare per evitare di essere truffati», ha osservato. Ma il nuovo questore vuole soprattutto rafforzare il rapporto tra la Polizia di Stato e la comunità locale, a partire dalle scuole e dalle organizzazioni sociali. «Mi piacerebbe mettere la Polizia al centro della scuola e delle organizzazioni sociali. La Polizia non deve essere soltanto il luogo al quale le persone si rivolgono quando è accaduto qualcosa di brutto. Vorrei diventasse parte di una cultura dell’istituzionalità e del senso del dovere che accomuna tutti i cittadini». Una presenza, quindi, che non si limiti all’intervento dopo un reato, ma che sappia costruire un rapporto quotidiano di fiducia con la popolazione.