Gli effetti della riforma Nordio

Maxi indagine antidroga a rischio, in pericolo anche i testimoni

Gli indagati sono stati “avvisati” per gli interrogatori preventivi: alcuni sarebbero fuggiti e resta alto l’inquinamento probatorio.

Maxi indagine antidroga a rischio, in pericolo anche i testimoni

Quasi due anni di intercettazioni, appostamenti e sequestri per ricostruire un vasto giro di hashish e marijuana nel Biellese. Poi, quando la Procura ha chiesto di intervenire con le misure cautelari, è entrata in scena la riforma Nordio del 2024 e quello che doveva essere il momento conclusivo di una delle più importanti indagini antidroga condotte negli ultimi anni dalla Squadra mobile della Questura di Biella si è trasformato in una fase delicatissima, con il seguente paradosso: da un lato l’attività investigativa ancora aperta, con la richiesta di misure cautelari per diciotto persone, dall’altro la messa a disposizione degli atti agli stessi indagati, nei cui confronti è previsto l’interrogatorio preventivo, prima che il giudice per le indagini preliminari decida sull’applicazione delle misure richieste dalla Procura. Prima di essere sentiti, infatti, i loro difensori possono accedere alla richiesta avanzata dal pubblico ministero e agli atti depositati a sostegno della misura, venendo così a conoscenza di una parte rilevante del materiale raccolto dagli investigatori prima ancora che il giudice si pronunci, compresi i verbali dei testimoni (con tanto di nomi e cognomi) che hanno parlato con gli investigatori. Ancora da quantificare i danni sulle indagini, ma stando a fonti investigative sarebbero importanti.

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