È stato convalidato ieri l’arresto dell’uomo di 37 anni fermato martedì dai Carabinieri a Chiavazza con l’accusa di tentata truffa aggravata in concorso ai danni di un ultraottantenne. La prima udienza del processo per direttissima si è svolta nella tarda mattinata nel Tribunale di Biella: al termine il giudice ha disposto per l’uomo l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Il pubblico ministero aveva chiesto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza. Una misura diversa da quella sollecitata dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Valentina Olivero (nella foto sotto), presente in sostituzione del collega del Foro di Napoli Giuseppe Caserta, che aveva invece chiesto il divieto di dimora nella provincia di Biella. Il giudice ha invece optato per l’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria.

Il tentativo di truffare gli anziani
L’arresto era scattato martedì in flagranza dopo l’intervento dell’Arma a Chiavazza. Il tentativo di raggiro sarebbe iniziato intorno alle 13, quando l’anziano è stato contattato sul telefono fisso da un uomo che si sarebbe presentato come un «Maggiore dei Carabinieri». Il falso militare avrebbe raccontato che l’automobile della vittima era stata utilizzata durante una rapina in una gioielleria. Poco dopo, alla porta dell’abitazione si sarebbe presentato l’uomo qualificandosi come ufficiale giudiziario. Con il pretesto di dover controllare denaro e i preziosi custoditi in casa (nella foto sotto), per verificare che non provenissero dalla rapina, avrebbe tentato di farseli consegnare.

L’arresto da parte dei carabinieri
L’anziano, però, si è opposto e l’uomo ha quindi desistito, allontanandosi dall’abitazione. Nel frattempo la moglie della vittima aveva chiamato il Numero unico di emergenza 112. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Sezione Radiomobile, insieme ai militari impegnati nelle verifiche, che hanno intercettato nelle immediate vicinanze della casa l’uomo, di origini campane, successivamente arrestato. Le accuse dovranno ora essere verificate nel prosieguo del procedimento. L’avvocato Olivero ha chiesto un termine per preparare la difesa, anche in vista della possibile scelta di un rito alternativo.