APPROFONDIMENTO

Il mercato e lo spostamento dei ciliegi ai Giardini dividono la città: era necessario?

Dopo le tre uscite di Eco sul caso che ha acceso l’estate biellese, ripercorriamo tutti i passaggi della vicenda

Il mercato e lo spostamento dei ciliegi ai Giardini dividono la città: era necessario?

Sullo spostamento del mercato, oggi, a distanza di dieci giorni, è doveroso fare un po’ di chiarezza.

Tutto, nasce dall’approvazione di una DELIBERA, che ha dato il via all’iter per lo spostamento del mercato nel centro cittadino). Il provvedimento riguarda il Programma regionale FESR 2021-2027 – Transizione ecologica e resilienza e ha l’obiettivo di rafforzare la protezione e la conservazione della natura, della biodiversità e delle infrastrutture verdi, anche nelle aree urbane, oltre a ridurre tutte le forme di inquinamento.

QUESTO È IL PUNTO.

La delibera approva il dossier di candidatura al “Bando Città Rigenerative” per l’intervento denominato “Rigenerazione dell’ambito urbano di piazza Vittorio Veneto”, nell’ambito delle azioni previste per l’adattamento degli spazi urbani e la riduzione delle emissioni inquinanti.
A votare la delibera di Giunta sono stati in SEI, su DIECI: il sindaco Marzio Olivero, Livia Caldesi, Luca Castagnetti e Anna Pisani, tutti appartenenti a Fratelli d’Italia, oltre agli assessori di Forza Italia Edoardo Maiolatesi e Isabella Scaramuzzi. Assenti alla seduta, e quindi non partecipanti al voto, Amedeo Paraggio, Sara Gentile, Giacomo Moscarola e Domenico Gallello.

COSA È SUCCESSO DOPO L’APPROVAZIONE DI GIUNTA

Dopo la delibera, da un lato l’amministrazione comunale inizia il trasferimento dei sei melograni da viale Matteotti a Chiavazza. In concomitanza prepara il terreno per lo spostamento dei ciliegi dei Giardini Zumaglini, per fare spazio alle bancarelle dei 157 ambulanti che saranno trasferiti da piazza Falcone al centro cittadino.

COSA AVVIENE POCO DOPO…

Parte la protesta. Il movimento (500, 1000, 1500, 3000… il numero esatto non si conosce…) che vuole salvare i ciliegi, sabato 25 luglio e sabato 1° agosto si riunisce, prima ai Giardini e poi in corteo per cercare di far cambiare idea al sindaco. Nello stesso momento, l’opposizione chiede un consiglio comunale aperto che probabilmente si terrà il prossimo 7 settembre. Eco, scrive, che la protesta, legittima, ha sì un senso, ma rischia di spostare il problema, ossia: con il mercato in centro c’è il rischio tre giorni alla settimana, che il traffico per la chiusura di alcune strade quali via La Marmora vada in tilt.

COSA RISPONDE, L’OPPOSIZIONE

In Consiglio comunale il PD ha presentato quattro interrogazioni sullo spostamento del mercato. La quarta, dedicata alla viabilità, non è stata affrontata per mancanza di tempo.
«Siamo ben consapevoli – dice – che, se non ci fosse stata la volontà di trasferire il mercato, nessuno avrebbe preso in considerazione la cosiddetta riqualificazione dei Giardini Zumaglini. Allo stesso tempo, abbiamo sempre dichiarato di non essere contrari alla riqualificazione dell’area in sé, bensì alla motivazione che ha portato a questa scelta. Lo spostamento del mercato in centro è una decisione assunta dal sindaco senza i necessari approfondimenti. Non è stato predisposto uno studio di mercato, come è emerso chiaramente nell’ultimo Consiglio comunale; non è stato realizzato uno studio sulla viabilità; né è stato presentato un progetto alternativo, o quantomeno un progetto credibile e spendibile agli occhi dell’opinione pubblica, per piazza Falcone».

Quindi, in termini di coerenza:

  1. Visto che la riqualificazione dei Giardini Zumaglini è coerente con gli obiettivi FESR indicati;
  2. Visto che lo spostamento del mercato non deriva automaticamente dal provvedimento FESR: è una scelta progettuale dell’amministrazione che deve essere motivata e sostenuta da ulteriori valutazioni (mobilità, commercio, impatto urbano).

Se il provvedimento FESR nasce con l’obiettivo di rafforzare la tutela del verde urbano, migliorare la qualità ambientale e ridurre l’inquinamento, lo spostamento del mercato in centro è una conseguenza necessaria del progetto di riqualificazione oppure una scelta amministrativa autonoma che avrebbe richiesto ulteriori approfondimenti su viabilità, commercio e impatto sulla città?

a sostegno della domanda pubblichiamo:

LA TESI SOSTENUTA DA CONFCOMMERCIO

Il commercio biellese continua a contrarsi e i dati più recenti confermano una tendenza ormai consolidata: la desertificazione commerciale è diventata un fenomeno strutturale che interessa l’intero territorio. La progressiva riduzione delle attività evidenzia una difficoltà diffusa, con ripercussioni sul tessuto economico e sociale dei centri urbani e dei comuni della provincia.In sintesi, emerge con tutta evidenza che la presenza del mercato, da sola, non sembra essere sufficiente a contrastare le trasformazioni strutturali del commercio, che attraversa una crisi profonda. Quasi dappertutto. Ed è proprio per questo che la sfida di Biella non riguarda soltanto dove collocare il mercato, ma come costruire un modello commerciale capace di riportare persone, servizi e attrattività nel centro.

infine…
LA RISPOSTA DEGLI AMBULANTI

È un coro di no quello che arriva da piazza Falcone contro il trasferimento del mercato in centro.
Paolo Calabrese, sindacalista Goia e consigliere provinciale di Fratelli d’Italia, evidenzia la mancanza di confronto e comunicazione con gli operatori: «Sarebbe necessario fermarsi e ragionare tutti insieme».
Contrari anche i rappresentanti degli ambulanti. Michelangelo Trotta (Fiva Ascom) parla di un trasferimento poco funzionale per viabilità e parcheggi, sostenendo che il mercato perderebbe la comodità oggi garantita. Carlo Pettinaroli (Anva Confcommercio) chiede al sindaco di ripensarci e annuncia possibili proteste. Anche Marco Maffeo, per i coltivatori diretti, boccia l’ipotesi: senza parcheggi vicini i clienti sarebbero penalizzati e potrebbero essere valutate anche alternative fuori città.

CONCLUSIONE
Tutta la vicenda, riguarda tre visioni:

  1. La visione dell’amministrazione: spostare il mercato è parte di una strategia di rigenerazione urbana e riqualificazione del centro.
  2. La visione dei cittadini e dell’opposizione: il progetto secondo il movimento e l’opposizione è stato deciso senza sufficienti analisi, confronto e garanzie sugli effetti sulla città.
  3. La visione degli ambulanti e del commercio: il trasferimento rischia di danneggiare un’attività già fragile senza risolvere il problema della crisi commerciale.

Quindi, la domanda è:

La riqualificazione dei Giardini è coerente con gli obiettivi del bando, ma lo spostamento del mercato nel centro è davvero una conseguenza inevitabile del progetto oppure una scelta politica che avrebbe dovuto essere valutata con più calma e un confronto aperto con cittadini e operatori?

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