In tribunale

Pensionato armato di ascia sotto casa dell’ex finisce a processo per minacce, stalking e violenza sessuale

L'uomo avrebbe rivolto molte minacce alla ex compagna: «Prova a chiamare i carabinieri che io ti faccio fuori».

Pensionato armato di ascia sotto casa dell’ex finisce a processo per minacce, stalking e violenza sessuale

Per mesi, secondo l’accusa, avrebbe trasformato la fine di una relazione in un incubo fatto di telefonate, appostamenti, minacce di morte e aggressioni. Fino ad arrivare, in un episodio, a presentarsi armato di un’ascia davanti all’abitazione dell’ex compagna. Per questi fatti P.M., 67 anni, residente nel Biellese, è stato rinviato a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare Adriano Bollani. Dovrà rispondere di atti persecutori, quattro episodi di violenza sessuale aggravata, lesioni, minacce aggravate, porto ingiustificato di arma e danneggiamento. La presunta vittima è una donna di 57 anni. A sostenere l’accusa è il pubblico ministero, mentre la donna e i suoi due figli si sono costituiti parte civile con l’avvocato Fabrizio Michelatti di Vercelli. L’imputato è difeso dall’avvocato Ketty Zampaglione di Biella.

Pensionato armato di ascia sotto casa dell’ex finisce a processo

Secondo la ricostruzione della Procura, tutto sarebbe iniziato dopo la fine della relazione, tra gennaio e luglio dell’anno scorso. L’uomo avrebbe tempestato l’ex compagna di telefonate e messaggi, raggiungendola più volte sotto casa e persino nell’abitazione dei genitori. Quando lei cercava di interrompere ogni contatto, sarebbero arrivate minacce sempre più pesanti, rivolte anche ai familiari. La donna, secondo l’accusa, avrebbe cambiato le proprie abitudini di vita, evitando di uscire da sola e trasferendosi a dormire dai genitori per paura di incontrarlo. L’episodio più grave contestato risale al 3 luglio 2025. Secondo l’accusa, P.M. avrebbe raggiunto l’abitazione del figlio della donna a Santhià con un’ascia in mano, urlando minacce di morte contro l’ex compagna e la figlia.  Sempre secondo la Procura, avrebbe lanciato oggetti, colpito la donna alla testa con un caricatore per batteria d’auto, tentato di incendiare un veicolo e minacciato di dare fuoco all’abitazione con una tanica di benzina. Per quelle lesioni alla donna furono riconosciuti 21 giorni di prognosi.

Vi sarebbero stati anche 4 episodi di violenza sessuale

Nel procedimento sono contestati anche quattro episodi di presunta violenza sessuale aggravata, che sarebbero avvenuti tra marzo e aprile 2025 tra Cavaglià e il Belgio. La Procura sostiene che gli atti sarebbero stati commessi con violenza e minacce e, in un caso, approfittando delle condizioni di particolare vulnerabilità della donna, che stava assumendo morfina dopo una caduta. Sarà ora il Tribunale di Biella a valutare le accuse nel dibattimento. Nel frattempo l’uomo resta sottoposto alle misure cautelari del divieto di avvicinamento nei confronti della presunta vittima e al divieto di dimora nel suo stesso comune.