Oggi la prima udienza

Il giallo di Siu, 60 testimoni e udienze per mesi: fissate le tappe del processo

Disposto l'ascolto protetto della donna e dei figli, ma il processo al marito Maldonato sarà a porte aperte.

Il giallo di Siu, 60 testimoni e udienze per mesi: fissate le tappe del processo

È partito questa mattina nel Tribunale di Biella il processo nei confronti di Jonathan Maldonato (oggi assente), imputato per il ferimento della moglie, l’ex influencer Soukaina El Basri, conosciuta sui social come “Siu”. Quella celebrata oggi davanti al collegio dei giudici è stata però soprattutto un’udienza organizzativa, destinata a definire il percorso che il dibattimento seguirà per gran parte di quest’anno e di quello prossimo. Fin da subito è emersa la complessità del procedimento: tra accusa, parte civile e difesa sono infatti stati indicati circa 60 testimoni, oltre a consulenti tecnici di parte e periti.

Un processo destinato a durare diversi mesi

La mole di prove e il numero delle persone da ascoltare hanno portato il Tribunale a programmare una serie di udienze che accompagneranno il procedimento per buona parte del prossimo anno. Prima ancora dell’avvio dell’istruttoria vera e propria, verrà nominato un perito incaricato di analizzare le intercettazioni ambientali raccolte nel corso delle indagini. Solo dopo questo passaggio inizierà l’esame dei testimoni. La primissima udienza, a gennaio dell’anno prossimo, sarà dedicata alla testimonianza della stessa Soukaina El Basri: sarà ovviamente una udienza cruciale per l’intero svolgimento del processo, in quanto le parole della donna potrebbero avere un ruolo importante per il tribunale, che dovrà decidere la sorte di Maldonato. Seguiranno, nel corso dei mesi, le testimonianze degli investigatori che hanno svolto gli accertamenti, per poi proseguire con gli altri testimoni indicati dalle parti.

Le richieste di Procura, parte civile e difesa

Tra le richieste fatte dal Pubblico ministero figura anche quella di ascoltare i figli minori della coppia con modalità protette, attraverso l’utilizzo di un paravento. L’avvocato Vittorio Maria Rossini, che assiste Soukaina El Basri come parte civile, ha domandato che la donna venga sentita con particolari tutele, considerata la sua condizione di persona vulnerabile, e che venisse valutata la possibilità di celebrare il dibattimento a porte chiuse. La difesa, rappresentata dagli avvocati Giovanna Barbotto e Massimo Pozzo, ha chiesto invece l’audizione dei propri testimoni e consulenti tecnici.

La decisione del Tribunale: processo a porte aperte

Il collegio giudicante ha accolto la richiesta di ascoltare Soukaina El Basri e i figli con l’utilizzo del paravento, ritenendo invece non sussistenti i presupposti per celebrare il processo a porte chiuse. La decisione consente quindi di garantire particolari forme di tutela alla donna durante la deposizione, mantenendo però la pubblicità del dibattimento prevista dalla legge.

Il caso che ha portato al processo

La vicenda risale al 16 maggio 2024, quando Soukaina El Basri venne soccorsa nella villetta di famiglia a Chiavazza con una grave ferita al torace. Dopo un primo ricovero a Biella, la donna venne trasferita a Novara, dove rimase in coma farmacologico per diverse settimane. Secondo la Procura di Biella non si sarebbe trattato di un incidente domestico né di un gesto anticonservativo. L’accusa sostiene che Maldonato avrebbe ferito la moglie al termine di un litigio. L’uomo è chiamato a rispondere di tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia e violazione dei sigilli. La difesa ha sempre respinto ogni addebito, sostenendo una ricostruzione diversa dei fatti e ricordando come fosse stato lo stesso Maldonato a chiamare i soccorsi quella mattina. Sarà ora il processo a stabilire quale delle due versioni troverà conferma davanti al Tribunale.