La sentenza

Furto di rame al cimitero di Gaglianico, condannati i due ladri

Sei mesi di reclusione per i due uomini sorpresi dai Carabinieri mentre smontavano le coperture delle cappelle cimiteriali.

Furto di rame al cimitero di Gaglianico, condannati i due ladri

A poco più di un mese dal blitz notturno al cimitero di Gaglianico, è arrivata la sentenza di primo grado per i due uomini sorpresi dai Carabinieri mentre stavano smontando e accumulando centinaia di chili di rame dalle coperture delle cappellette. Martedì in tribunale il giudice ha condannato entrambi gli imputati a sei mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa. Si tratta di un uomo di 20 anni residente nel Novarese e di un altro uomo di 47 anni residente nel Pavese, entrambi con precedenti specifici, arrestati in flagranza nella notte del 21 aprile.

Furto di rame al cimitero di Gaglianico

Quella notte i due erano arrivati nel Biellese con un piano preciso. Dopo aver forzato i cancelli del cimitero di Gaglianico, avevano iniziato a smontare le lastre di rame dalle cappelle utilizzando piedi di porco, cesoie, trapani e altri utensili. A dare l’allarme era stato però un cittadino che, intorno alle 3.45 del mattino, aveva notato movimenti sospetti e sentito rumori provenire dall’area cimiteriale. A intervenire, nell’arco di pochi minuti, erano stati i militari della stazione di Salussola e del Radiomobile di Biella, che avevano circondato l’area sorprendendo i due ancora in azione. Uno tentò di nascondersi tra la vegetazione, mentre il complice venne trovato sui tetti delle cappelle e provò anche a fuggire saltando nel prato esterno, venendo però subito bloccato. Al termine dell’intervento i Carabinieri hanno recuperato circa 450 chili di rame, già accatastato e pronto per essere caricato su un furgone.

La condanna dei due ladri

Nel processo le difese avevano cercato di ottenere una derubricazione del reato da furto consumato a tentato furto, sostenendo che il colpo fosse stato interrotto dall’intervento dei militari. Una tesi che il giudice non ha accolto, ritenendo che il furto si fosse già concretizzato. Per il più giovane, assistito dall’avvocato Domenico Duso, è stata concessa la pena sostitutiva dei domiciliari. Il coimputato, difeso da un legale del foro di Vigevano, ha invece ottenuto la sospensione condizionale della pena.