Se non lo avessero fermato i famigliari, forse non sarebbe accusato solo di averlo tentato ma di aver effettivamente compiuto un omicidio. Quasi un anno fa, sua moglie si rivolse ai carabinieri in piena notte, insanguinata e scalza, appena fuggita di casa dove il marito ubriaco l’aveva aggredita con un coltello urlando «Allah akbar» di fronte alla figlia minore. Ieri in tribunale la penultima udienza del processo: la Procura ha chiesto sei anni di reclusione.
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