È stato condannato mercoledì dal tribunale di Biella a due mesi di reclusione, con pena sospesa, un giovane di 28 anni difeso dall’avvocata Giovanna Caldarella ma ritenuto responsabile di aver tentato di superare con l’inganno l’esame teorico per la patente di guida presso la Motorizzazione civile.
Scoperto l’inganno all’esame della patente
Secondo quanto emerso dagli atti, nel novembre dell’anno scorso l’uomo avrebbe partecipato alla prova avvalendosi di “aiuto tecnologico” per ricevere dall’esterno le risposte ai quiz. Indossava una microcamera nascosta nella felpa, un auricolare wi-fi collocato nell’orecchio e un modem portatile collegato alla rete mobile, con cui comunicava con un soggetto esterno.

L’intervento della Polizia stradale
Il tentativo non è andato a buon fine grazie all’intervento della Polizia stradale, che ha scoperto l’apparecchiatura durante i controlli, impedendo il completamento dell’esame.
La decisione del giudice
La sentenza è arrivata mercoledì scorso al termine del processo con rito abbreviato: per l’uomo una condanna a due mesi, con pena sospesa. Il giudice ha tenuto conto delle circostanze attenuanti e del fatto che i reati fossero collegati tra loro, evitando così conseguenze più pesanti anche sul certificato penale.
Reati contestati e provvedimenti
Il giovane è stato ritenuto responsabile del tentativo di ingannare l’esaminatore e di aver presentato come proprio un elaborato in realtà svolto da altri. I dispositivi utilizzati per la frode saranno confiscati e distrutti. Le motivazioni della sentenza saranno rese note entro trenta giorni.