Oltre 50 tra le più celebri macchine di Leonardo da Vinci. Un viaggio immersivo dentro l’officina creativa del più sorprendente uomo del Rinascimento, una mostra unica nel suo genere che permette di vedere da vicino, toccare e mettere in funzione modelli tratti dai Codici vinciani, offrendo ai visitatori – adulti, famiglie e scuole – l’esperienza immediata del genio: osservare la macchina, comprenderne il progetto, intuirne il funzionamento. Dopo aver conquistato pubblico e critica in alcune delle più importanti città del mondo, l’esposizione approda ora a Torino e restituisce Leonardo come inventore moderno, capace di anticipare tecnologie che sarebbero divenute realtà soltanto secoli più tardi.
A Torino, nelle sale storiche di Palazzo Barolo, prende vita un viaggio che ha il passo del Rinascimento e lo stupore del futuro. La mostra Le Macchine funzionanti di Leonardo da Vinci riporta al centro dell’esperienza del visitatore la scintilla creativa di un uomo che ha saputo trasformare la curiosità in metodo e la sperimentazione in sapienza. “La sapienza è la figliola della sperienza”, annotava Leonardo nei suoi taccuini: ed è proprio l’esperienza – concreta, ostinata, quotidiana – a restituirci il primo vero uomo moderno, capace di coniugare l’arte con la scienza, la visione con la tecnica, l’immaginazione con il progetto.
Oltre 50 modelli
Nelle sale di Palazzo Barolo il visitatore è accolto da oltre 50 modelli funzionanti tratti dai Codici vinciani. Sono macchine dedicate ai grandi temi che lo appassionarono per tutta la vita: il volo, la guerra, l’ingegneria civile, l’idraulica, la meccanica, l’anatomia. Oggetti spettacolari non solo per la loro presenza fisica ma per ciò che evocano: l’anticipazione di invenzioni e scoperte che sarebbero diventate realtà soltanto secoli più tardi.
Alcune di queste macchine hanno già affrontato un lungo viaggio, conquistando pubblico e critica nei più importanti musei del mondo, dall’Art Center di Vienna all’Art Center di Berlino, dal Memorial War Museum of Auckland al Museum of Science and Industry di Chicago, fino al Memorial War Museum of Korea di Seoul.
Ogni macchina è costruita secondo una rigorosa fedeltà storica. La lavorazione è interamente artigianale, con materiali d’epoca – legno, cotone, ottone, ferro, corda – e finiture curate, mentre l’elaborazione tecnica è sviluppata al computer per calcolare proporzioni e meccanismi con precisione assoluta. Ne nasce quella solidità progettuale che Leonardo perseguiva con disciplina e meraviglia insieme.
Le macchine dedicate alla meccanica sono inoltre interattive e possono essere azionate dal pubblico: un gesto semplice eppure potentissimo, che rompe il mito del Genio distante e restituisce Leonardo come uomo curioso, concreto, dotato di un’intelligenza pratica che osserva il mondo e tenta, prova, sbaglia, migliora, immagina.
Gli itinerari del volo, dell’acqua, della guerra e del lavoro permettono di sorprendere persino il Leonardo “uomo comune”, quello che segna le spese quotidiane mentre inventa il palombaro con guanto palmato e respiratore, elabora la vite aerea che anticiperà l’elicottero moderno, immagina il paracadute, progetta il ponte girevole, la sega idraulica, il prototipo di carro armato, il battello a pale, il cuscinetto a sfera e l’elemento a catena che ancora oggi anima le nostre biciclette. Studi e progetti che nascono nella penombra della bottega e finiscono, secoli dopo, a plasmare la forma del mondo.
Il curatore della mostra è Paolo Tarchiani. L’esposizione nasce con la collaborazione scientifica della prof.ssa Sara Taglialagamba, direttrice del Centre “Armand Hammer” per gli Studi su Leonardo presso l’Università della California e unanimemente considerata una delle massime studiose al mondo delle questioni leonardesche.
Il linguaggio scientifico è sobrio e accessibile, accompagnato da pannelli didascalici e proiezioni video che permettono al visitatore di mettersi nei panni di Leonardo, osservando il progetto, immaginandone il funzionamento e studiandone la tridimensionalità attraverso le riproduzioni. Ogni opera è inoltre corredata da un QR code che consente di approfondire la storia della macchina, i riferimenti ai Codici e la continuità sorprendente tra il Rinascimento e la modernità.
L’obiettivo fondamentale
L’obiettivo fondamentale della mostra è coinvolgere e divertire, costituendo un punto di riferimento privilegiato per le scuole e per le generazioni cresciute tra videogiochi e computer. Sperimentare toccando, usando e provando rimane infatti la via più diretta e duratura per la certezza del sapere. A famiglie, studenti e curiosi si offre così l’occasione di avvicinarsi al mondo affascinante – e per certi versi ancora misterioso – di uno dei personaggi più emblematici della storia dell’umanità, cogliendo attraverso le sue macchine la fatica incessante del ragionare libero, la tenacia della ricerca e la traccia indelebile lasciata da un intelletto che ha cambiato la nostra idea di futuro.
La storia della mostra parte da lontano: i primi modelli funzionanti nascono tra il 1985 e il 1990 per scenografie ed esposizioni locali. L’interesse crescente delle istituzioni italiane ed europee porta alla nascita di un museo permanente a Venezia, nella Chiesa di San Barnaba, e a un lungo viaggio espositivo che dagli anni Novanta attraversa gran parte del territorio europeo e mondiale. Madrid, Vienna, Berlino, Chicago, Seattle, Auckland e, prossimamente, Dubai: tappe di un percorso che mostra quanto Leonardo, ancora oggi, sia capace di parlare al mondo con la lingua più universale di tutte – quella della curiosità. La meccanica, l’idraulica, la guerra, il volo, l’architettura, l’anatomia: non esiste materia che non abbia catturato la mente di Leonardo, e di questi studi la mostra è protagonista.
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