Pallacanestro Biella ha finalmente battuto un colpo alla vigilia di Natale. La notizia positiva, diffusa con scarso senso della comunicazione all’ora di cena del 23 dicembre attraverso il profilo ufficiale Facebook, peraltro in disuso da anni, consta nell’aver ricevuto il benestare del Tribunale di Biella a procedere con il pagamento dei debiti societari verso diversi soggetti. Quella zavorra economica insostenibile che il 29 giugno 2022 aveva portato alla decisione della dirigenza guidata dal presidente Antonio Trada di non iscrivere la squadra alla Serie A2 2022/2023.
Quello idealmente tagliato il 17 dicembre scorso non era un traguardo scontato da raggiungere, anzi, ci sono voluti tempo e le abilità dei professionisti incaricati, l’avvocato Andrea Basso e il commercialista Piero Sidro in prima linea, per risolvere una questione assai complicata, densa di conti da rivedere e trattative che si sono lungamente trascinate. Giova tuttavia ricordare che per quanto è dato sapere, l’annuncio di questo, per ora miraggio, di rinascita societaria viene dato dalla stessa dirigenza che aveva ucciso il sogno della Serie A, lasciando un palasport costruito per Pallacanestro Biella (con annessi e connessi) vuoto dall’oggi al domani.
Dunque, alcuni passaggi tra le righe del comunicato a riguardo dei meriti di questo primo risultato raggiunto, appaiono un po’ stonati. Il merito di aver mantenuta viva l’attività giovanile di Biella Next (n.b. necessaria anche per pagare i debiti attraverso l’incasso annuale dei parametri federali per i giocatori di formazione in attività) è indiscutibile e va ascritto al presidente Piergiorgio Castelli e ai suoi collaboratori stretti, ma per il resto la vicenda della fine del basket che conta a Biella, attende ancora spiegazioni chiare che ad un pubblico affezionato di 2500 spettatori sarebbero state dovute, al di là delle vuote parole di circostanza.
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