Trenta ragazzine adescate sui social
BIELLA - Avrebbe adescato almeno una trentina di ragazzine, due delle quali con appena 14 anni, attraverso un paio di profili fasulli su Facebook, il noto social network che ormai coinvolge la maggior parte della popolazione in possesso di un computer o di uno smartphone. Oppure riusciva a raggiun- gere lo stesso obiettivo grazie al passaparola tra amiche, sugli autobus scolastici dove circolavano le foto che lo ritraevano nudo, o negli abituali luoghi di ritrovo dei giovani. I più non ci facevano caso, altri, incuriositi e attratti dai regalini promessi, lo contattavano. Lui si proponeva come schiavo, manifestando evidenti tendenze masochiste. C’è chi lo ha incontrato, che lo ha picchiato come chiedeva lui, che gli ha inviato foto a luci rosse autoprodotte, per lo più scattate in bagno, ben distanti dal rischio di imbattersi negli sguardi severi di mamma e papà. Il tutto in cambio di soldi o di schede telefoniche. In manette è finito un cossatese.
Valter Caneparo
Tutti i contorni della scabrosa vicenda sull’Eco di Biella di giovedì 21 luglio 2016
BIELLA - Avrebbe adescato almeno una trentina di ragazzine, due delle quali con appena 14 anni, attraverso un paio di profili fasulli su Facebook, il noto social network che ormai coinvolge la maggior parte della popolazione in possesso di un computer o di uno smartphone. Oppure riusciva a raggiun- gere lo stesso obiettivo grazie al passaparola tra amiche, sugli autobus scolastici dove circolavano le foto che lo ritraevano nudo, o negli abituali luoghi di ritrovo dei giovani. I più non ci facevano caso, altri, incuriositi e attratti dai regalini promessi, lo contattavano. Lui si proponeva come schiavo, manifestando evidenti tendenze masochiste. C’è chi lo ha incontrato, che lo ha picchiato come chiedeva lui, che gli ha inviato foto a luci rosse autoprodotte, per lo più scattate in bagno, ben distanti dal rischio di imbattersi negli sguardi severi di mamma e papà. Il tutto in cambio di soldi o di schede telefoniche. In manette è finito un cossatese.
Valter Caneparo
Tutti i contorni della scabrosa vicenda sull’Eco di Biella di giovedì 21 luglio 2016