Aveva solo 10 anni

Morto il bimbo ustionatosi durante un esperimento di chimica a casa in pieno lockdown

Cenni al fatale esperimento sono stati ritrovati sul quaderno del giovane studente.

Morto il bimbo ustionatosi durante un esperimento di chimica a casa in pieno lockdown
03 Luglio 2020 ore 16:55

Aveva solo 10 anni, Riccardo Celoria. Il bimbo ha lottato per più di un mese, ma non ce l’ha fatta. Era ricoverato in terapia intensiva da quel 28 maggio 2020 in cui è rimasto ustionato sul 70% del corpo in seguito a un esperimento di chimica a casa finito male. In quel momento eravamo ancora in pieno lockdown e la didattica a distanza faceva la parte del leone, anche se l’incidente al piccolo di Collegno (Torino) si era verificato in tarda serata, quando ancora lo studente appassionato di Scienze stava continuando a cimentarsi con una serie di esperimenti.

Incidente durante l’esperimento di scienze

Da Prima Torino

Era il 28 maggio scorso quando lo scolaro era rimasto ustionato durante un esperimento di scienze nella sua abitazione. I soccorsi, allertati dalla madre, sotto shock, erano giunti tempestivamente. Riccardo ha lottato a lungo, ma non ce l’ha fatta: proprio oggi, venerdì 3 luglio 2020, il bambino è morto all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino.

Che cos’è il “Serpente del faraone”

Il bambino stava svolgendo l’esperimento “Serpente del faraone”, un miscuglio di bicarbonato, zucchero, sabbia e alcol.  Sul caso stanno indagando i carabinieri della stazione di Collegno, coordinati dalla Procura, ma probabilmente è stata fatale un a goccia in più di alcol fuori controllo. Anche la madre, nel cercare di spegnere le fiamme era rimasta ferita lievemente. Cenni al fatale esperimento (che secondo la scuola sarebbe stato comunque dato da fare a casa anche se non ci fosse stato il lockdown) sono stati ritrovati sul quaderno del giovane studente.

U’altra ragazza ustionata in Lombardia

Da Prima Monza

Vicenda analoga si era realizzata solo pochi giorni prima, il 20 maggio, in Lombardia, a Monza: una 16enne facendo un esperimento di chimica durante una videolezione era rimasta gravemente ustionata su tutte le gambe e le mani in seguito all’esplosione di un miscuglio, anch’esso effettuato con l’alcol.

Una fatalità, considerando che a logica la didattica a distanza doveva essere una delle situazioni più protette e a minor rischio in assoluto, anche in questo imprevedibile 2020… Cosa potrebbe mai esserci di pericoloso in una lezione svolta coi computer collegati? Ma quando si parla di chimica, distanza o non distanza, la soglia delle cautele da adottare è inevitabilmente più alta.

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