Arrivati in 156

Il governatore Cirio dice "Adesso basta" all'invio di migranti in Piemonte

Disseminati in gruppi fra Settimo, Torino, Biella, Verbania, Vercelli, Novara e Alessandria.

30 Luglio 2020 ore 10:42
Il governatore Cirio dice no all'invio di migranti in Piemonte

L’arrivo al Fenoglio

Ieri, mercoledì 29 luglio 2020, sono arrivati in Piemonte 156 migranti provenienti da Porto Empedocle, in Sicilia. Sono tutti negativi al Covid-19 e sono già stati distribuiti in vari centri. Ma il governatore Alberto Cirio scrive al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: “Basta nuovi invii”.

AGGIORNAMENTO 31 LUGLIO 2020: Migranti al Fenoglio di Settimo, 15 positivi al Covid

Dopo un viaggio di un giorno su quattro pullman, sono arrivati scortati dalla Polizia a Settimo Torinese. GUARDA IL VIDEO:

Sono arrivati in Piemonte 156 migranti

Sono arrivati in mattinata al centro “Fenoglio” di Settimo Torinese, ma per la maggior parte di loro sarà solo una tappa intermedia. Solo 50 sono rimasti nella struttura gestita dalla Croce rossa italiana, 42 sono stati portati a Torino, il resto disseminato in piccoli gruppi nella regione (Biella, Verbania, Vercelli, Novara e Alessandria).

Negativi al test sierologico, ora dovranno sottoporsi anche al tampone per sicurezza.

Ma il presidente Cirio ora dice basta

Ecco il testo del post del governatore:

Sto seguendo personalmente la situazione e trovo profondamente assurdo che la Regione non possa avere competenza in una decisone del genere, ma debba subire le scelte del governo nazionale su un tema che può avere conseguenze dirette sulla salute e sulla sicurezza sanitaria del proprio territorio.

Mi sono sincerato quotidianamente, tramite il prefetto di Torino che ringrazio per la consueta efficienza ed attenzione, che nei confronti di queste persone venissero adottate tutte le procedure e le verifiche sanitarie opportune e che le Forze dell’ordine garantissero l’effettivo rispetto della quarantena a cui erano sottoposte.

Ora però diciamo “basta” e l’ho scritto al Ministero degli Interni perché il Piemonte non può garantire oltre queste forme di accoglienza. Arriviamo da mesi terribili, siamo state una delle regioni più colpite dall’emergenza e stiamo raggiungendo, a fronte di sacrifici enormi, un equilibrio sanitario che non può essere messo a rischio in questo modo. Quindi ho formalmente chiesto con fermezza al ministro Lamorgese di non voler procedere ad ulteriori invii, che metterebbero fortemente a rischio la tenuta e la sicurezza del nostro sistema sanitario e sociale.

La nota del Ministero dell’Interno

Si comunica che nella giornata odierna sono giunti in Piemonte, provenienti dalla provincia di Agrigento, 156 richiedenti asilo – di cui 2 donne.
I predetti, che avevano già effettuato test sierologico con esito negativo a COVID19 prima della partenza, sono stati trasferiti nelle province del Piemonte secondo la ripartizione concordata nella riunione che i Prefetti del Piemonte hanno tenuto venerdì 25 luglio scorso:
– 10 in provincia di Alessandria;
– 12 in provincia di Biella;
– 22 in provincia di Novara;
– 10 in provincia di Verbania-Cusio-OSSOLA;
– 10 in provincia di Vercelli
– 92 nella Città Metropolitana di Torino, di cui 50 persone presso il Centro Fenoglio di Settimo Torinese, gestito dalla Croce Rossa Italiana, e 41 persone nel Comune di Torino in una struttura per la quale questa Prefettura ha provveduto ad affidare il servizio di accoglienza a cooperativa che già effettua tale servizio per altri CAS, mentre la donna single è stata accolta in un altro Centro di Accoglienza torinese dedicato alle donne e alle famiglie.

Per tutti i richiedenti asilo saranno applicati i Protocolli Sanitari che, in questa fase emergenziale, prevedono la sottoposizione a tampone per accertamento COVID- 19, in forza delle convenzioni che le singole Prefetture hanno stipulato con le rispettive ASL, e saranno osservate le misure di carattere precauzionale previste dalle vigenti disposizioni.

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