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Premio Nobel per la pace al World Food Programme

L’agenzia Onu ha ricevuto il prestigioso riconoscimento per la solidarietà internazionale nella lotta alla fame

Premio Nobel per la pace al World Food Programme
09 Ottobre 2020 ore 18:36

Il Premio Nobel per la pace è stato vinto dal World Food Programme. Il Norwegian Nobel Commitee ha deciso di assegnare il riconoscimento all’agenzia Onu per la solidarietà internazionale nella lotta contro la fame. Il commento di WFP è stato affidato ad un tweet: “Grazie di cuore al Nobel Committee per aver onorato il World Food Programme con il Nobel per la Pace 2020. Questo è un potente promemoria per il mondo che la pace e #famezero vanno di pari passo”.

Premio Nobel per la pace al WFP

Si legge nelle motivazioni del Norwegian Nobel Committee. “Il WFP è stato insignito del premio Nobel per la Pace 2020 per i suoi sforzi nel combattere la fame, per il suo contributo nel migliorare le condizioni per la pace nelle aree colpite da conflitti e per la sua azione nel guidare gli sforzi per prevenire l’uso della fame come un’arma di guerra e conflitto”. Il WFP è stato scelto tra le 318 candidature (211 persone e 107 organizzazioni) arrivate per quest’anno, il quarto numero più alto di sempre. La comunità internazionale si è impegnata a sconfiggere la fame, raggiungere la sicurezza alimentare e migliorare la nutrizione entro il 2030, eppure, nel mondo, una persona su nove ancora non ha cibo a sufficienza. L’assistenza alimentare e quella nelle aree affini è decisiva per spezzare la spirale di fame e povertà.

Che cosa fa il WFP?

Con 86,7 milioni di persone assistite in circa 83 paesi ogni anno, il World Food Programme, la cui sede è a Roma, è la principale organizzazione umanitaria e agenzia delle Nazioni Unite impegnata a salvare e cambiare le vite. Fornisce assistenza alimentare nelle emergenze e lavorando con le comunità per migliorarne la nutrizione e costruirne la resilienza. Le sue attività si concentrano nell’assistenza d’emergenza, nel soccorso e nella ricostruzione, nello  sviluppo e nelle operazioni speciali. Due terzi degli interventi si svolgono in paesi colpiti da conflitti. Dove il rischio per le popolazioni di essere denutrite è tripla rispetto ai paesi in pace.

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