By Slow Food

Tutti i brand d'eccellenza nella "Guida alle birre d'Italia 2021"

Tour brassicolo nelle regioni coperte dal nostro gruppo editoriale Netweek.

Tutti i brand d'eccellenza nella "Guida alle birre d'Italia 2021"
14 Luglio 2020 ore 17:02

Piemonte e Lombardia fanno come sempre la parte del leone con ben sei birrifici a testa nella sezione più prestigiosa, le “chiocciole”, simbolo del livello più alto d’eccellenza. Nell’edizione 2021 della “Guida alle birre d’Italia” nessun’altra regione è riuscita a posizionare tanti produttori top, selezionati nell’ormai quasi infinito universo della birra artigianale.

“Guida alle birre d’Italia 2021”

Conferme e new entry, insomma, per quella che viene considerata la guida di riferimento del settore, edita da Slow Food, di per sè altro marchio sinonimo di qualità assoluta. Ma vediamoli insieme.

In Lombardia, in prima fila ben due dei “birrifici del ’96”, ovvero di quella ristretta pattuglia di pionieri che ormai 24 anni fa ha acceso il semaforo verde nel Belpaese per la produzione di birre “craft”: sono il Birrificio Italiano di Limido Comasco (CO) guidato da Agostino Arioli e il Lambrate di Milano con la crew capitanata da Giampa Sangiorgi.

Poi ben due brianzoli, il primo è il mitico Carrobiolo di Monza di Pietro Fontana, ma c’è anche il nuovo ingresso del Birrificio Rurale di Desio di Lorenzo Guarino.

Conferma invece per l’orobico Elav di Comun Nuovo, ma in bergamasca non poteva mancare neppure il birrificio Hammer di Villa d’Adda dei fratelli Brigati e dell’head brewer Matteo Palmisano, che anche quest’anno (prima della pandemia) ha fatto incetta di medaglie a Rimini al premio Birra dell’anno (il più importante a livello nazionale).

In Piemonte, fra i primi della classe si sono confermati Elvo con sede a Graglia (BI), LoverBeer con sede a Marentino (TO), Montegioco nell’omonimo borgo alessandrino, il novarese Croce di Malto di Trecate, oltre al Troll di Vernante (CN) e al birrificio Beba di Villar Perosa (TO).

Per la Liguria, solo il genovese Maltus Faber, uno dei produttori della “prima ondata” sempre in gran spolvero.

In Veneto, confermato il birrificio Ofelia di Sovizzo (VI), ma soprattutto importante new entry per il birrificio Siemàn di Villaga (VI), che ormai è un punto di riferimento soprattutto per le maturazioni in botte e per le sperimentazioni che fanno l’occhilino al mondo del vino.

Per finire il tour delle regioni coperte dal nostro gruppo editoriale Netweek, in Toscana è sempre una certezza Brùton di Lucca, ma c’è anche il Birrificio del Forte di Pietrasanta (LU) come new entry.

Non solo chiocciole

Oltre ai primi della classe che abbiamo citato, c’è anche una seconda lista comunque di “secchioni”. Sono i bard considerati nella classifica “eccellenze”.

Eccoli, sempre divisi per regione:

PIEMONTE
Canediguerra – Alessandria
Civale – Alessandria
Aleghe – Giaveno (TO)
Birrificio della Granda – Lagnasco (CN)
CitaBiunda – Neive (CN)
Un Terzo – Pralungo (BI)
Kamun – Predosa (AL)
La Piazza – Torino
San Paolo – Torino

LIGURIA
Altavia – Sassello (SV)

LOMBARDIA
L’Orso Verde – Busto Arsizio (VA)
Menaresta – Carate Brianza (MB)
Vetra – Caronno Pertusella (VA)
Hop Skin – Curno (BG)
Manerba – Manerba del Garda (BS)
Extraomnes – Marnate (VA)
Porta Bruciata – Rodengo Saiano (BS)
Alder – Seregno (MB)
Birrificio Lariano – Sirone (LC)
Stradaregina – Vigevano (PV)

VENETO
Crak – Campodarsego (PD)
32 Via dei Birrai – Pederobba (TV)
Mastino – San Martino Buon Albergo (VR)

TOSCANA
Calibro 22 – Cavriglia (AR)
Lorem Ipsum – Dicomano (FI)
Piccolo Birrificio Clandestino – Livorno
Brasseria della Fonte – Pienza (SI)
Birrificio Saragiolino – Torrita di Siena (SI)

 

daniele.pirola@netweek.it

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