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preso dopo 20 giorni di indagini

Violentata mentre va al lavoro in ospedale, arrestato richiedente asilo

I fatti sono avvenuti a Milano, nei pressi del San Raffaele.

Violentata mentre va al lavoro in ospedale, arrestato richiedente asilo
Glocal news 27 Agosto 2021 ore 17:43

Avrebbe visto una venticinquenne passare per strada mentre si recava al lavoro, al San Raffaele di Milano, e l'avrebbe inseguita e aggredita, trascinandola in una zona buia della strada e abusando di lei. E' la pesantissima accusa nei confronti di un ventenne nordafricano sbarcato a luglio a Lampedusa e arrestato venerdì 27 agosto 2021 dagli uomini della Squadra Mobile di Milano.

Richiedente asilo arrestato per stupro a Milano

I fatti risalgono a lunedì 9 agosto 2021, e oggi si è concretizzato l'arresto del presunto responsabile, fermato dalla Squadra Mobile della Questura di Milano: si tratta di un 31enne egiziano. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, attorno alle 6.30 di quella mattina l'uomo avrebbe sorpreso la giovane dipendente del nosocomio milanese alla stazione della metropolitana di Cascina Gobba. Lei ha imboccato una strada che percorre ogni giorno e che costeggia un'area di cantiere. Ed è proprio qui che l'aggressore l'ha trascinata, abusando di lei in uno scavo utilizzato come incrocio per le tubature.

Il drammatico racconto alle colleghe

Una volta riuscita a liberarsi la ragazza è corsa sul posto di lavoro dove ha raccontato tutto alle colleghe, che l'hanno convinta a rivolgersi alla clinica Mangiagalli, specializzata in questo genere di situazioni. I medici, una volta accertata la violenza subita, hanno inviato la segnalazione alla  Procura della Repubblica che ha dato il la alle indagini, che hanno portato poi all'arresto odierno.

Gli investigatori sono risaliti al richiedente asilo analizzando  le telecamere di sorveglianza della zona e incrociando le immagini con i tabulati telefonici. Decisivo è stato anche il riscontro ottenuto con le analisi sul Dna: quello del nordafricano, preso grazie a una sigaretta durante le indagini, combaciava con quello dell'aggressore.