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Operazione tra nord e centro Italia

Preso a bastonate in mezzo alla strada: il video shock della spedizione punitiva

Una vasta indagini dei Carabinieri ha fermato l'azione di una banda violenta specializzata in furti di auto e nelle abitazioni.

Glocal news 06 Gennaio 2022 ore 10:55

L'apice della violenza delle loro azioni lo avevano raggiunto quando avevano preso a bastonate un uomo in mezzo alla strada per un regolamento di conti. Una spedizione punitiva in piena regola, messa in atto da una banda cruenta e senza scrupoli che ora però è stata fermata dai Carabinieri.

L'esito delle indagini che duravano ormai da mesi sono stati resi noti in queste ore proprio dagli uomini dell'Arma nell'ambito di un'operazione che ha visto in campo i militari di Veneto ed Emilia Romagna.

Preso a bastonate in mezzo alla strada: acciuffata banda di malviventi

Come raccontato da Prima Venezia, la banda colpiva nel Nord e Centro Italia. Le indagini dei Carabinieri hanno avuto epilogo nell'operazione che si è concretizzata a fine 2021 quando il Nucleo operativo radiomobile del Comando della Compagnia di Piove di Sacco (in provincia di Padova), coadiuvato dai militari delle Compagnie di Padova, Abano Terme e Monfalcone, e dalle Unità cinofile antidroga e antiesplosivo del Nucleo di Bologna sono entrati in azione a Favaro Veneto e Spinea.

IL VIDEO DELL'AGGRESSIONE (IMMAGINI FORTI):

La spedizione punitiva di dicembre

Le indagini hanno permesso di acquisire forti indizi di reità a carico dei fermati anche riguardo la “spedizione punitiva” dello scorso 10 dicembre a Noventa Padovana, quando il titolare del bar “Più Trentanove”, di origine albanese, come i componenti della banda, era stato violentemente picchiato con una mazza da baseball, pugni e calci, procurandogli gravi lesioni.

Su questo episodio, in realtà, le indagini continuano per accertare il movente del pestaggio.

Le persone finite nei guai

I carabinieri hanno dato esecuzione a un decreto di fermo di indiziato di delitto del PM a carico di Roland Gjonaj, detto Qendro, 28 anni, Armando Nezha, 30 anni, e Adrian Begolli, 41 anni, tutti e tre albanesi, i primi due senza fissa dimora e il terzo con dimora a Spinea.

Ma non solo. Nella stessa operazione sono stati posti a fermo di indiziato di delitto altre due persone, sempre albanesi, Fiorest Mercina 39 anni, e Valter Prenga, 34 anni, anche loro senza fissa dimora.

Quanto hanno scoperto i Carabinieri

Nel corso dell’operazione, a casa di Adrian Begolli sono state rinvenute 4 pistole, di cui due risultate oggetto di distinti furti commessi in questa provincia e in Cervignano del Friuli, nonché molti monili in oro, capi di abbigliamento griffati, occhiali, provento dei furti commessi, per i quali le indagini continuato per accertarne le vittime.

Sono stati poi sequestrati 2.500,00 euro, oltre 10 grammi di cocaina e una Citroen C5 SW, che gli indagati utilizzavano nell’ultimo periodo per le loro scorribande.

Sulla macchina è stata infatti rinvenuta una sacca con l’attrezzatura per scardinare gli infissi delle abitazioni (flessibili, piedi di porco, cacciaviti, trapani, chiavi artigianali).

Da dove erano partite le indagini

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Padova, erano partite dopo un furto in un' abitazione che era avvenuto il 23 settembre a Polverara (sempre in provincia di Padova), nel corso del quale era stata rubata una potente e Bmw.

Da lì l'attività investigativa dei Carabinieri era stata certosina, attraverso intercettazioni e pedinamenti in borghese. Un'attività che aveva consentito di acquisire gravi e concordanti indizi circa l’esistenza di una pericolosa organizzazione criminale.

Gli inquirenti ritengono che la banda sia specializzata proprio in furti  in abitazione e di autovetture, anche facendo uso di armi.

La "fotografia" della banda

Stando a quanto scoperto durante i mesi di attività investigativa, la banda aveva base logistica a Favaro Veneto (in provincia di Venezia), era operativa dal 2019 ed è ritenuta responsabile di circa 40 furti, commessi in diverse province venete, in Friuli Venezia Giulia e in Toscana.

Nella loro azione, i fermati utilizzavano potenti autovetture, intestate a prestanome o provento dei furti commessi, con le quali si spostavano quasi quotidianamente in tutto il Nord Italia dalle prime ore del pomeriggio sino all’alba del giorno successivo.

Macchine veloci e potenti per i loro furti

Il ricorso a macchine di grossa cilindrata era dettato dalla necessità di potersi dileguare se fossero incappati in controlli delle Forze dell’Ordine, come è avvenuto nella tarda serata del 20 novembre.

In quell'occasione, intercettati da una pattuglia dei Carabinieri non avevano esitato a speronare la gazzella dell'Arma per fuggire a piedi, abbandonando sul posto una Volkswagen Golf nuovissima che era risultata rubata pochi giorni  e dove erano state ritrovati due bastoni, due mazze da baseball e una smerigliatrice elettrica.

Si preparavano alla fuga

I fermati, a quanto appurato, erano in procinto di abbandonare l'Italia e rendersi irreperibili.

Per questo motivo si è dovuto ricorrere a provvedimenti di urgenza.  Nel frattempo, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Venezia ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico degli indagati.