Intascò i soldi delle tasse del Santuario

Intascò i soldi delle tasse del Santuario
Cronaca 08 Marzo 2016 ore 05:36

Accusato in qualità di contabile e gestore economico del Santuario della Madonna della Brughiera di Trivero, d’essersi intascato 21.819 euro che dovevano essere destinati al pagamento di tasse, imposte e acconti Ici, se l’è cavata con una pena mite a quattro mesi di reclusione, ormai a ridosso della prescrizione totale.

La condanna è stata inflitta a Giorgio Cucco, 61 anni, biellese che si è trasferito ad abitare a Peschiera Borromeo e che, ai tempi dei fatti contestati, possedeva uno studio in città, lungo via Torino. Era accusato di appropriazione indebita e di falsità in scrittura privata. Per questo secondo punto del capo d’accusa, il giudice, Pietro Brovarone, ha assolto l’imputato perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato.

Il falso, infatti, è compreso tra i 41 reati che sono stati di recente depenalizzati con una legge ad hoc. Al posto della condanna penale, dovrebbe essere comminata una sanzione amministrativa.

Per una parte del capo d’imputazione nel punto in cui veniva contestata l’appropriazione indebita (per le ipotesi che si sarebbero realizzate nel 2007 e fino al 3 giugno 2008), lo stesso giudice ha inoltre disposto il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione.

Solo in un caso – per un assegno consegnato dal rettore del santuario di circa 3.600 euro, consegnato il il 24 novembre 2008 – l’imputato è stato dichiarato colpevole e condannato a quattro mesi di reclusione più 600 euro di multa con la condizionale (tre mesi in meno rispetto a quanto richiesto dal Pubblico ministero onorario, Paola Caruso). Il giudice ha altresì condannato Giorgio Cucco al risarcimento di tutti i danni patiti dalla parte civile da liquidarsi in separato giudizio nonché al pagamento a titolo di provvisionale della somma di 4.500 euro.

Valter Caneparo

Accusato in qualità di contabile e gestore economico del Santuario della Madonna della Brughiera di Trivero, d’essersi intascato 21.819 euro che dovevano essere destinati al pagamento di tasse, imposte e acconti Ici, se l’è cavata con una pena mite a quattro mesi di reclusione, ormai a ridosso della prescrizione totale.

La condanna è stata inflitta a Giorgio Cucco, 61 anni, biellese che si è trasferito ad abitare a Peschiera Borromeo e che, ai tempi dei fatti contestati, possedeva uno studio in città, lungo via Torino. Era accusato di appropriazione indebita e di falsità in scrittura privata. Per questo secondo punto del capo d’accusa, il giudice, Pietro Brovarone, ha assolto l’imputato perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato.

Il falso, infatti, è compreso tra i 41 reati che sono stati di recente depenalizzati con una legge ad hoc. Al posto della condanna penale, dovrebbe essere comminata una sanzione amministrativa.

Per una parte del capo d’imputazione nel punto in cui veniva contestata l’appropriazione indebita (per le ipotesi che si sarebbero realizzate nel 2007 e fino al 3 giugno 2008), lo stesso giudice ha inoltre disposto il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione.

Solo in un caso – per un assegno consegnato dal rettore del santuario di circa 3.600 euro, consegnato il il 24 novembre 2008 – l’imputato è stato dichiarato colpevole e condannato a quattro mesi di reclusione più 600 euro di multa con la condizionale (tre mesi in meno rispetto a quanto richiesto dal Pubblico ministero onorario, Paola Caruso). Il giudice ha altresì condannato Giorgio Cucco al risarcimento di tutti i danni patiti dalla parte civile da liquidarsi in separato giudizio nonché al pagamento a titolo di provvisionale della somma di 4.500 euro.

Valter Caneparo

 

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