Cronaca

Caso Phonemedia: tre anni al fondatore

Caso Phonemedia: tre anni al fondatore
Cronaca 17 Luglio 2016 ore 12:08

NOVARA - Udienza preliminare relativa alla vicenda del crac Phonemedia conclusa con cinque rinvii a giudizio, con processo fissato al 24 novembre, e un patteggiamento, giovedi? pomeriggio, in Tribunale a Novara. A scegliere per l’applicazione della pena a tre anni, concordata con il pm Marco Grandolfo, e? stato il novarese Fabrizio Cazzago, 56 anni, fondatore del gruppo specializzato come call center, con sedi in tutta Italia (da Novara a Biella, passando per Ivrea), assistito dall’avvocato Giuseppe Melone.

Rinviati a giudizio, invece, Antonangelo Liori, 52 anni, ex direttore dellUnione Sarda e gestore di call center, Claudio Marcello Massa, 68 anni commercialista cagliaritano, uno dei responsabili del gruppo Omega, societa? che aveva acquistato da Raf la gestione di Phonemedia, Giuseppe Belletti, 47 anni, Alessandro Delle Cese, 54 anni, e Patrizio Pollini, 49 anni, sindaci della societa? fallita. Di contro, tutti in coro, i difensori avevano chiesto che il giudice optasse per il non luogo a procedere.

Un fallimento, quello di Phonemedia, che aveva toccato molto da vicino anche Biella e numerosi lavoratori impegnati nella struttura che operava a Palazzo di vetro, lungo la Trossi a Gaglianico. Lipotesi dellaccusa e? che il transito da Raf Phonemedia a Omega avesse come obiettivo quello di distrarre milioni di euro, soldi che successivamente, sempre per l’accusa, avevano condotto al fallimento delle societa? del gruppo. L’accusa e? di bancarotta fraudolenta e reati collegati.

Un fallimento che aveva toccato molto da vicino anche Biella e Novara e numerosi dipendenti che lavoravano nella struttura lungo la Trossi a Gaglianico e che, allepoca dei primi problemi, a lungo hanno manifestato e chiesto chiarimenti. Settecento i lavoratori coinvolti nel capoluogo novarese piu? quelli di Biella (130 dipendenti rimasti purtroppo a spasso) e di Vercelli.

Giovedi? il gup Angela Nutini ha anche ammesso le parti civili, una ventina di ex dipendenti del call center, che sono assistiti dallavvocato Antonio Costa Barbe?. Una costituzione per la quale, alludienza dello scorso maggio, i difensori degli imputati si erano opposti, a causa di una transazione patrimoniale avvenuta con il comitato dei creditori. Lavvocato Barbe? aveva ribattuto, sostenendo come quella transazione, quel rapporto, non necessariamente avesse interessato i suoi assistiti e come la questione fosse da valutarsi anche come danno morale subito da chi allepoca lavorava nel grande call center. Proprio questultimo e? uno dei punti con cui il giudice Nutini ha spiegato laccettazione delle venti parti civili. 

Monica Curino 

NOVARA - Udienza preliminare relativa alla vicenda del crac Phonemedia conclusa con cinque rinvii a giudizio, con processo fissato al 24 novembre, e un patteggiamento, giovedi? pomeriggio, in Tribunale a Novara. A scegliere per l’applicazione della pena a tre anni, concordata con il pm Marco Grandolfo, e? stato il novarese Fabrizio Cazzago, 56 anni, fondatore del gruppo specializzato come call center, con sedi in tutta Italia (da Novara a Biella, passando per Ivrea), assistito dall’avvocato Giuseppe Melone.

Rinviati a giudizio, invece, Antonangelo Liori, 52 anni, ex direttore dell’Unione Sarda e gestore di call center, Claudio Marcello Massa, 68 anni commercialista cagliaritano, uno dei responsabili del gruppo Omega, societa? che aveva acquistato da Raf la gestione di Phonemedia, Giuseppe Belletti, 47 anni, Alessandro Delle Cese, 54 anni, e Patrizio Pollini, 49 anni, sindaci della societa? fallita. Di contro, tutti in coro, i difensori avevano chiesto che il giudice optasse per il non luogo a procedere.

Un fallimento, quello di Phonemedia, che aveva toccato molto da vicino anche Biella e numerosi lavoratori impegnati nella struttura che operava a Palazzo di vetro, lungo la Trossi a Gaglianico. L’ipotesi dell’accusa e? che il transito da Raf Phonemedia a Omega avesse come obiettivo quello di distrarre milioni di euro, soldi che successivamente, sempre per l’accusa, avevano condotto al fallimento delle societa? del gruppo. L’accusa e? di bancarotta fraudolenta e reati collegati.

Un fallimento che aveva toccato molto da vicino anche Biella e Novara e numerosi dipendenti che lavoravano nella struttura lungo la Trossi a Gaglianico e che, all’epoca dei primi problemi, a lungo hanno manifestato e chiesto chiarimenti. Settecento i lavoratori coinvolti nel capoluogo novarese piu? quelli di Biella (130 dipendenti rimasti purtroppo a spasso) e di Vercelli.

Giovedi? il gup Angela Nutini ha anche ammesso le parti civili, una ventina di ex dipendenti del call center, che sono assistiti dall’avvocato Antonio Costa Barbe?. Una costituzione per la quale, all’udienza dello scorso maggio, i difensori degli imputati si erano opposti, a causa di una transazione patrimoniale avvenuta con il comitato dei creditori. L’avvocato Barbe? aveva ribattuto, sostenendo come quella transazione, quel rapporto, non necessariamente avesse interessato i suoi assistiti e come la questione fosse da valutarsi anche come danno morale subito da chi all’epoca lavorava nel grande call center. Proprio quest’ultimo e? uno dei punti con cui il giudice Nutini ha spiegato l’accettazione delle venti parti civili. 

Monica Curino 

Seguici sui nostri canali